Trittico (Alba di lavoro - La vela - Alba di signori)

Vittore Grubicy de Dragon, Trittico (Alba di lavoro - La vela - Alba di signori)
Vittore Grubicy de Dragon, Alba di lavoro
Vittore Grubicy de Dragon, La vela
Vittore Grubicy de Dragon, Alba di signori
Vittore Grubicy de Dragon, La vela
Autore: 
Grubicy de Dragon, Vittore (1851-1920)
Titolo: 
Trittico (Alba di lavoro - La vela - Alba di signori)
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
1910 circa (Alba di lavoro) | 1887 circa (La vela) | 1910 (Alba di signori)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
19 x 51 (Alba di lavoro)
33 x 26 (La vela)
19 x 51 (Alba di signori)
Luogo di conservazione: 
Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno
Identificativo: 
1957/512, 1991/1104 | 1957/511, 1991/1105 | 1957/ 513, 1991/1106

Annotazioni:

  • Alba di lavoro: firma in basso a destra “V. Grubicy”, sul retro scritta “Grubicy de Dragon «Vittore Brezza del Mattino ('el tiran') (Lago di Lecco)»”.
  •  La vela: firma in basso a sinistra “V. Grubicy”, sul retro scritta “Serie delle Sensazioni gioiose (1887-1914). Un torrido meriggio siamo per montare sul piroscafo a Lecco quando vidi tirar su alta la vela di un barcone trasporta sabbia, ghiaia … chiesi di montare mi istallai a poppa e accarezzato sulla nuca da «La brezza» il vento del meriggio feci un viaggio indimenticabile – Vittore Grubicy de Dragon”.
  • Alba di signori: firma in basso a destra e in basso a sinistra “V. Grubicy”, sul retro scritta “Alba di signori”, “Mattino sul Lago di Lecco Vittore Grubicy de Dragon” e ulteriore scritta non leggibile in tutte le sue parti.

Acquisizione:

Alba di lavoro e Alba di signori sono stati donati dall'artista al Comune di Livorno nel 1920, poco prima della sua morte, con l’esplicito intento di affiancarli a La vela a costituire il trittico. La vela è stato, invece, acquistato dal Comune qualche anno dopo.

Commento:

Sono tre scorci del Lago di Lecco: i 2 dipinti laterali, con formato della tela fortemente orizzontale, restituiscono un’ampia visione del lago, popolato da piccole imbarcazioni, chiuso sul fondo da alte montagne; il centrale, con formato verticale, presenta un inedito punto di vista dall’interno di una barca, oltre la quale si scorge lo stesso paesaggio. Pur essendo stati realizzati a distanza di tempo, la tecnica esecutiva è analoga: la personale interpretazione dell’artista del “Divisionismo”, con minuti tocchi di colore affiancati che esaltano le vibrazioni luministiche, e per continue riprese pittoriche che si susseguono nel tempo.

(fonte: Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno)