Tommasi, Lodovico

Tommasi, Lodovico.jpg
Cognome: 
Tommasi
Nome: 
Lodovico
Luogo di nascita: 
Livorno
Data di nascita: 
1866
Luogo di morte: 
Firenze
Data di morte: 
1941
Nazionalità: 
Italiana
Biografia: 

 

Borgiotti Mario, Ritratto di Lodovico Tommasi.jpgLodovico Tommasi, nasce a Livorno il 16 luglio 1866. Cugino di Adolfo e fratello di Angiolo, anch'egli si forma a contatto con Silvestro Lega dopo che la sua famiglia si è trasferita Firenze, città dove frequenta il Conservatorio. Il suo esordio risale al 1884 quando presenta alla Promotrice uno “Studio dal vero”. Nel 1886 espone alla Prima Esposizione di Belle Arti di Livorno “La Bellariva sull’Arno a Firenze”. Quell’anno i suoi vendono la casa di Bellariva e s’interrompono i contatti con Lega. Fino alla fine degli anni ottanta espone alle Promotrici fiorentine paesaggi e studi dal vero. Dopo il servizio militare adempiuto a Milano, frequenta insieme al fratello Torre del Lago gravitando nell’ambiente culturale di Giacomo Puccini, dove stringe relazione con alcuni protagonisti delle avanguardie artistiche toscane a cavallo del secolo. Nella volontà di superare l’educazione pittorica postmacchiaiola, la sua opera si evolve verso il divisionismo sull’esempio di Plinio Nomellini. Nel 1894 espone alla Promotrice fiorentina “Inverno”. L’anno seguente alla I Biennale di Venezia espone “Notti umane”, con la quale ottiene un notevole successo di critica e di pubblico. Da allora partecipa alle più importanti manifestazioni artistiche italiane e straniere. Alla Secessione romana del 1913 espone insieme al gruppo della “Giovane Etruria”, a conferma di una continua ricerca formale che adesso lo sprona ad una reazione verso le avanguardie e che negli anni successivi alla guerra lo riconduce ad espressioni che nuovamente dipendono dalla cultura naturalista. La sua tavolozza si fa ricca di colori squillanti e intrisa di una luce mediterranea, e la condotta appare immediata, secondo uno stile che manterrà quasi immutato fino alla fine della carriera. Soltanto nel terzo decennio del secolo la sua pittura diventa consapevole dell’importanza della tradizione e si fa più severa e monumentale, le figure assumono una forza volumetrica e spaziale ribadita dal disegno risentito e dai toni pacati della tavolozza accordata sui colori della terra. Nel 1930, ad esempio, espone alla Biennale di Venezia “Vita semplice”, una tela di grandi dimensioni dall’impianto attentamente studiato e calibrato, che raffigura un ambiente domestico vissuto da donne e che rimanda idealmente ai grandi esempi secenteschi di Caravaggio. Tranne che nel 1897, espone con regolarità alle Biennali veneziane fino alla morte che lo coglie a Firenze nel 1941.

(fonte: met - News dalle Pubbliche Amministrazioni della Città Metropolitana di Firenze: "I Tommasi, pittori toscani dopo la macchia")

 


 

Lodovico Tommasi (Livorno 1866 - Firenze 1941), fratello di Angiolo, e cugino di Adolfo, accompagnò presto l'interesse per la musica, che studiò presso il Conservatorio fiorentino, a quello per la pittura, praticata sotto l’influenza di S. Lega, ospite amato della sua villa a Bellariva, presso Firenze. Esordì alla Promotrice fiorentina del 1884 con uno Studio dal vero e altri studi presentò alle successive mostre fiorentine. Cominciò a frequentare Torre del Lago presso Lucca, gravitando nell'ambiente culturale ricco di sollecitazioni riunito intorno a G. Puccini e si accostò all'esperienza divisionista sull'esempio della pittura di P. Nomellini (Inverno - Paesaggio, esposto a Milano nel 1894; Notti umane, esposto alla Biennale di Venezia nel 1895). La sua presenza alle mostre si fece assidua e contemporaneamente la sua ricerca approdò a espressioni intensamente vitaliste, fondate sull’esaltazione dei colori, nell’intensità della luce mediterranea. Aderì al gruppo Giovane Etruria e con questo espose a Milano nel 1902. Nel 1905 decorò con altri artisti le sale dell’Esposizione d’Arte Toscana presso la vecchia Promotrice fiorentina.

(fonte: Dizionario degli artisti curato da Cristina Bonagura, parte integrante dell’opera Pittori & pittura dell’Ottocento italiano (1996-1997) coordinata da Giuliano Matteucci con la collaborazione di Paul Nicholls e realizzata dalle Redazioni Grandi Opere dell’Istituto Geografico De Agostini)