Sulla porta del granaio

Zorn, Sulla porta del granaio [1910].jpg
Autore: 
Zorn, Anders (1860-1920)
Titolo: 
Sulla porta del granaio
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1910
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
91 x 61,7
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Zorn 1910
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto all’Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma, 1911
Inventario n.: 
957

Descrizione:

Figura femminile nuda in piedi, appoggiata alla porta di un granaio dal quale filtra una luce che la illumina.
L'opera appartiene al gruppo di dipinti eseguiti dall'artista dopo il ritorno in Svezia (1896). Il paesaggio, le abitudini degli abitanti sono i temi più ricorrenti in queste opere nelle quali la tecnica impressionista viene ripresa e utilizzata per creare effetti dinamici e cromatici. Come nel caso di "Sulla porta del granaio", i soggetti rappresentati sono spesso dei nudi di contadine nelle campagne o in interni di abitazioni svedesi. Zorn cominciò a dedicarsi a tali soggetti nel 1887, probabilmente impressionato dal "Grandi Bagnanti" di Renoir esposto a Parigi in quell'anno.I dipinti di Zorn sono caratterizzati dalla resa veloce e luminosa degli sfondi, cui si contrappone l'evidenza plastica, quasi accademica dei corpi derivata dalla sua attività di scultore. Altre sue opere furono esposte con successo alle Biennali Veneziane dell'inizio del secolo, come, ad esempio, "Riflessi" e "Sogni" (presentate alla Biennale del 1905). In questi anni dovevano infatti essere ormai superate le opposizioni moraliste, piuttosto decise alla prime esposizioni, contro la libertà di costumi delle contadine nude di Zorn, se due musei, il Cà Pesaro e il Museo Revoltella, tra i vari generi coltivati dall'artista, ponevano la loro attenzione, proprio sulle nude della regione della Dalecarlia.
Il dipinto dello svedese Zorn - artista assai noto in Italia per essere costantemente presente fino dal 1895 alle Biennali veneziane e apprezzato in particolare dal critico Vittorio Pica - è tra quelli selezionati per gli acquisti dello Stato all'Esposizione Internazionale di Belle Arti di Roma del 1911.

(fonte: Galleria Nazione d’Arte Moderna, Roma)