Studio per la Cerere o Allegoria de l′Estate

Millet, Studio per Cerere o Allegoria de l'Estate.png
Autore: 
Millet, Jean-François (1814-1875)
Titolo: 
Studio per la Cerere o Allegoria de l’Estate
Altri titoli: 
Étude pour la Cérès ou Allégoire de L'Été
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1864)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio e cera su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
30 x 18
Annotazioni: 
Stampigliatura in rosso della vendita Millet in basso sinistra: J F Millet
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita della Successione della vedova Jean François Millet, 23 aprile 1894, lotto 3.
  • Vendita anonima, Parigi, Hôtel Drouot, 27 - 28 giugno 1924, lotto 63.
  • Vendita della collezione del barone Vitta, Parigi, Galerie Charpentier, 15 marzo 1935, lotto 10, illustrato.
  • Antica collezione del barone Joseph Vitta; poi per successione.
  • Vendita Artcurial Briest - Poulain - F. Tajan, Parigi, asta 1600 - Dessins Anciens et du 19e siècle, 27 marzo 2009, lotto 17, invenduto.

Bibliografia:

  • Robert L. Herbert, Jean François Millet, catalogo della mostra, Pais, 1975-1976, n° 165, p. 207.

Commento:

Nel 1864, l'architetto Alfred Feydeau, fervente ammiratore di Millet, presentò il pittore ad un certo signor Thomas, nativo di Colmar, per il quale egli aveva costruito una casa al Boulevard Beaujon (Haussmann). Quest'ultimo commissionò a Millet la decorazione della sala da pranzo di questa casa con le allegorie delle quattro stagioni.
Le dimensioni monumentali dei dipinti (3 x 2 metri per due di loro e 2,66 x 1,34 metri per Ceres) convinsero Millet a chiedere il parere di Andrieu, l'assistente di Delacroix. Delacroix aveva, infatti, usato una tecnica mista di cera e olio per la decorazione della Cappella degli Angeli nella chiesa di Saint-Sulpice. Sciolta a freddo da un solvente (la trementina), la cera viene incorporata in una vernice ad olio per dare al dipinto un aspetto satinato e opaco. Utilizzato nel Rinascimento, e probabilmente fin dai tempi antichi, la cera fornisce anche una migliore adesione al supporto e maggiore resistenza all'umidità. Millet fece una prova del metodo con questo studio, rinunciando alla fine ad utilizzare una tecnica difficile da padroneggiare.
Lo studio mostra una giovane donna in posa con i suoi attrezzi di lavoro, a seno nudo, con la mano che impugna il falcetto sul fianco e l'altra poggiata sulla cesta. Il suo volto è ancora rosso per lo sforzo, mentre il suo vestito è calato fino alla vita per combattere l'afa estiva. Fissa lo spettatore, fiera e dominatrice, espressione della fatica e della fertilità. Questo atteggiamento così diretto sarà mitigato nella stesura finale da uno sguardo che si perde in lontananza, un distacco più consono all'allegoria, destinata ad incastrarsi nelle boiseries Luigi XIV.