Studio di scultore

Max Beckmann, Studio di scultore | Sculptor's studio
Autore: 
Beckmann, Max (1884-1950)
Titolo: 
Studio di scultore
Altri titoli: 
Sculptor's studio
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1946
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
101 x 121,1
Luogo di conservazione: 
Saint Louis Art Museum, Saint Louis, Missouri, USA
Acquisizione: 
Lascito di Morton D. May, 1983
Identificativo: 
855:1983

Provenienza:

  • Max Beckmann (1884-1950), Amsterdam, The Netherlands, - 1948.
  • Curt Valentin (1902-1954), New York, NY, USA, acquistato dall'artista, 1948 - 1949.
  • Selma Rosen (1912-2005) ed Israel Rosen (1912-1988), Baltimore, MD, USA, acquistato da Curt Valentin, 1949 - 1965.
  • Morton D. May (1914-1983), St. Louis, MO, acquistato da Selma ed Israel Rosen, 1965 - 1983.

Note:

Studio di scultore è una delle meditazioni più focalizzate sullo spazio dello studio dell'artista che Max Beckmann ha prodotto. Qui ha reso lo spazio come un puzzle visivo che combina elementi reali e onirici. Nel suo diario, Beckmann ha definito questo dipinto "Studio dello Specchio", indicando che le forme rettangolari e circolari che dominano la composizione sono specchi. Questi oggetti sovrapposti riflettono un interno affollato. Tra i tanti strati, una donna nuda è vista da dietro, forse una modella che si prepara a posare. A sinistra, che sembra aleggiare tra il riflesso e l'immaginario, c'è la presenza inquietante di una figura femminile, divisa in due da una spada. Beckmann, noto soprattutto come pittore e incisore, a metà degli anni Trenta del secolo scorso si è dedicato alla scultura, incorporando spesso elementi scultorei nei suoi quadri successivi. La testa scura e maschile, vista nello specchio ovale ma non davanti ad esso, è simile a un busto che aveva fatto di se stesso un decennio prima.


Sculptor’s Studio is one of the most focused meditations on the artist’s studio space that Max Beckmann produced. Here, he rendered space as a visual puzzle that combines real and dream-like elements. In his diary, Beckmann referred to this painting as “Mirror Studio,” indicating that the rectangular and circular forms dominating the composition are mirrors. These overlapping objects reflect a crowded interior. Among the many layers, a naked woman is seen from behind—perhaps a model preparing to pose. On the left, seeming to hover somewhere between the reflected and the imaginary, is the eerie presence of a female figure, bisected by a sword. While best known as a painter and printmaker, Beckmann took up sculpture in the mid-1930s and often incorporated sculptural elements into his later paintings. The dark, masculine head, seen in the oval mirror yet not in front of it, is similar to a bust he made of himself a decade before.

(fonte: Saint Louis Art Museum)