Strada popolare di sera

Dalbono, Strada popolare di sera.png
Autore: 
Dalbono, Edoardo (1841-1915)
Titolo: 
Strada popolare di sera
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1850-1860)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
31 x 48
Luogo di conservazione: 
Patrimonio Culturale Banco BPM, Milano, Italia
Acquisizione: 
Proveniente dalla Banca Popolare di Novara
Identificativo: 
BPN-2910

Note storico critiche:

Si tratta di uno dei tre acquisti di ambito partenopeo – insieme con il Ritratto dell'architetto Curri di Gaetano Esposito (BPN-2911) e l'Inascoltato di Vincenzo Irolli (BPN-2913) – del Banco Popolare di Novara da Leasarte, una s.r.l. milanese, nel corso del 1997. Il quadretto non è firmato, nè datato, ma reca un'attribuzione al napoletano Edoardo Dalbono supportata non solo dall'analisi stilistica, ma anche dall'originaria provenienza, la storica e prestigiosa collezione De Angeli. Discendente di una famiglia di musicisti, letterati e artisti, dopo una prima educazione svoltasi con il padre, l'artista, nel 1850, era a Roma presso Augusto Marchetti. Tornato a Napoli, studiò con Giuseppe Mancinelli, assorbendo presto la lezione di Domenico Morelli. Fu maestro fecondo ed eclettico: alla metà degli anni Sessanta fu membro della cosiddetta Scuola di Resina, attratto dallo studio del vero e dalla pittura di macchia, e dalla tecnica di Giacinto Gigante in particolare. Alla Promotrice del 1866 esponeva Da Frisio a Santa Lucia, oggi presso il Museo di San Martino di Napoli, celebre, poetica rappresentazione delle maschere carnevalesche addormentate su di una barca, in cui D'Albono riusciva a coniugare tutti i temi a lui più cari, quali la festa, il folclore, la canzone, il golfo di Napoli. Il mare sarà poi uno dei soggetti costanti della sua produzione, colto dominato dalla luce o sfondo del quotidiano o, ancora, pretesto per la rappresentazione della bellezza femminile. Intorno al 1874, a Portici, dove si era recato a condividere l'esperienza della Scuola di Resina, si legò a Mariano Fortuny. Trasferitosi a Parigi nel 1878, grazie alla mediazione del corregionale De Nittis, stipulò un contratto di esclusiva decennale con il celebre mercante Goupil. Fu anche illustratore di libri, finanche per l'infanzia; collaborò con i tipi Treves di Milano e fornì i disegni di accompagnamento ai Misteri di Napoli di Francesco Mastriani e ad alcune delle poesie di D'Annunzio e dell'amico Salvatore Di Giacomo. Protetto dal principe Carovita di Sirignano, fu tra i fondatori del Circolo Artistico, centro di confluenza della corrente simbolista di fine secolo. L'operetta in questione è stata pochi anni or sono riprodotta, in bianco e nero, da Gianluca Berardi in una monografia dedicata al maestro napoletano quale dipinto proveniente dalla raccolta De Angeli, ma dato attualmente per disperso e con una proposta di datazione alla prima giovinezza di Dalbono, negli anni Cinquanta dell'Ottocento.

Viviana Farina, 2009