Strada nel Tavoliere delle Puglie

De Nittis, Strada nel Tavoliere delle Puglie.jpg
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
Strada nel Tavoliere delle Puglie
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1875)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
36,5 x 54,6
Annotazioni: 
Dedica e firma in basso a destra: a M.ª Claretie, De Nittis
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione Arsène Arnaud Jules Claretie, Parigi.
  • Collezione Angelo Sommaruga, Parigi.
  • Collezione Maria Caputo Sommaruga, Milano.
  • Vendita, Porro & C., Milano, Palazzo dei Giureconsulti, asta Dipinti del XIX secolo dalla Collezione Carraro Rizzoli, 24 ottobre 2006, lotto 32, venduto per €150.700,00.

Mostre:

  • Mostra della Pittura Napoletana del ‘600-‘700-‘800 (etichetta al retro sul telaio)

Bibliografia:

  • E. Piceni, Giuseppe De Nittis, Milano 1934, tav. IX.
  • E. Piceni, De Nittis, Milano 1955, p. 170.
  • M. Pittaluga, E. Piceni, De Nittis, Milano 1963, p. 31, tav. n. 127.
  • P. Dini, G. L. Marini, De Nittis. La vita, i documenti, le opere dipinte, vol. I, Torino 1990, p. 389; vol. 2, tav. n. 349.

Commento:

Dopo il successo riscosso dalla Strada da Brindisi a Barletta al Salon parigino del 1872, De Nittis ripropone più volte nelle sue tele il tema caro della “strada” del quale ha dato tante variazioni e da cui molti artisti italiani trassero più volte ispirazione. Proprio a seguito di questo fatto era nato negli ateliers italo-parigini un motto dovuto, a quanto pare, a Giovanni Boldini: “Depuis De Nittis on a tracé beaucoup des routes en Italie” (Pittaluga-Piceni 1963, p. 31). Nella maggior parte dei casi si tratta di strade viste in prospettiva che consentono di costruire lo spazio in modo piuttosto elementare, liricizzato tuttavia da sottili passaggi chiaroscurali. A volte queste sono viste in curva e offrono più ricche possibilità di effetti pittorici. Nel dipinto in esame, De Nittis ha adottato un taglio ardito, con il punto di vista spostato verso l’alto che privilegia l’estensione del colore in superficie, staccato da un triangolo prospettico che sembra scelto per ribaltare e contraddire i canoni tradizionali. Lo stesso fare pittorico, con l’uso conseguente di macchie di colore rapide, intrise di luce, farebbe pensare a una datazione gravitante al 1875, che lascerebbe presupporre una conoscenza approfondita della coeva pittura francese. Data che sembrerebbe confermata anche dalla dedica del dipinto alla moglie dello scrittore e critico Jules Claretie, suo grande ammiratore e collezionista, il cui primo incontro è documentato in una lettera del gennaio 1875.

(fonte: Catalogo della vendita Porro & C. del 24 ottobre 2006)