Solitudine alpestre

Emilio Longoni, Solitudine alpestre
Autore: 
Longoni, Emilio (1859-1932)
Titolo: 
Solitudine alpestre
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato (1859 - 1932)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
38 x 70
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: E. Longoni
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 41.

Bibliografia:

  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Dopo una stagione legata alle tematiche del verismo sociale, a partire dal 1903 e quasi in contemporanea con ricerche di ispirazione simbolista, Emilio Longoni rimane affascinato dalle atmosfere rarefatte dell’alta montagna, alle quali dedica un nutrito gruppo di dipinti tra i quali trova posto Solitudine alpestre [1]. La serie di opere, particolarmente ricorrenti fino al 1914 ma che in alcuni casi si spingono fino ai primi anni Venti, pone al centro l’elemento naturale, raramente accompagnato dalla presenza di figure umane, indagato nelle sue componenti di luci e colori mediante l’abile uso della tecnica divisa. Già prima di Longoni altri artisti avevano iniziato a sviluppare, soprattutto nell’ultimo decennio dell’Ottocento, un progressivo interesse per il paesaggio montano e, almeno per quanto riguarda la Lombardia, l’inaugurazione dell’ultimo tratto della linea ferroviaria Milano - Tirano, nel 1902, aveva dato un ulteriore impulso alle loro ricerche.
Il fuoco dell’opera qui presentata, giocata sul susseguirsi orizzontale di fasce cromatiche parallele, è occupato, in significativa sintonia con il titolo scelto, dalla sponda deserta di un laghetto di montagna. Il senso di solitudine è accentuato dalla luce dell’alba o del tramonto, che, lasciato in ombra lo specchio d’acqua in primo piano e la riva erbosa retrostante, riesce a illuminare, filtrando tra le nuvole basse, i pendii delle montagne, visibili sullo sfondo oltre la leggera foschia. L’autore non indugia su altri elementi descrittivi. Si possono solo immaginare i cespugli rosa intenso dei rododendri sui pascoli, il bianco degli eriofori sul limitare del lago o il vento che increspa appena la superficie dell’acqua. Anche una puntuale identificazione topografica risulta impossibile. L’artista non dà allo spettatore nessuna indicazione geografica precisa e quanto è mostrato non è sufficiente a rivelare se ci si trovi di fronte a uno scorcio dell’alta Valtellina, della Val Chiavenna, dell’Engadina, della valle di Poschiavo o del passo dello Spluga.
Per quanto riguarda la composizione del dipinto è interessante notare come le nuvole e il laghetto nettamente tagliati dai margini della tela ricordino un’inquadratura fotografica. Sembra tuttavia che Longoni, padrone del mezzo quando si trattava di ritratti, non fosse incline a utilizzare la fotografia per i quadri di soggetto montano, dove preferiva cogliere dal vero la luce e l’atmosfera piuttosto che fissare la composizione su una lastra [2]. Come viene ricordato, infatti, in occasione della mostra retrospettiva, allestita nel 1935 nelle sale della Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, lo incantavano «la curva lene di un poggio fiorito, una pendice nevosa, un pascolo verde fra rupi, il cerulo sorriso di un lago deserto. Intanto le voci della solitudine lo confortano e commuovono […]. E contempla il sole, sia che spunti ridestando le vette, o le saluti morendo; e le placide nuvole in viaggio […]» [3].


1 Per quanto riguarda la serie di dipinti raffiguranti soggetti di montagna si può fare riferimento a G. Ginex, Emilio Longoni. Catalogo ragionato, Federico Motta Editore, Milano, 1995, pp. 35-39.
2 Ivi, p. 38.
3 Emilio Longoni, catalogo della mostra, a cura di G. Botta, (Milano, Palazzo della Permanente), Rozza, Milano, 1935, s. p.

(fonte: Giuditta Lojacono - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)