Signora dal vestito profilato di boa scuro

Boldini, Signora dal vestito profilato di boa scuro.jpg
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Signora dal vestito profilato di boa scuro
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1888
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Pastello su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
200 x 69
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: Boldini 1888
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita, Sotheby's, Milano, asta MI0269 - Dipinti e sculture del XIX secolo, 4 dicembre 2006, lotto 184, invenduto.

Mostre:

  • Ferrara, Palazzo dei Diamanti, Mostra Personale Boldini, opere su carta, 1998.
  • Mostra itinerante Kyoto, Tokyo, Himejii, Fashion in Art, 1998, pag. 25, n. A-4, illustrato (catalogazione e titolo invertiti con il dipinto n. A-3).

Bibliografia:

  • C. L. Ragghianti, L'opera completa di Boldini, Milano 1970, pag. 104, n. 170, illustrato in bianco e nero.
  • F.Dini e P. Dini, Giovanni Boldini 1842 - 1931. Catalogo ragionato, Torino 2002, Vol. III, Tomo I, pag. 269 e 270, n. 488, illustrato, Vol. I, pag. 195, menzionato.
  • T. Panconi, Giovanni Boldini. L'opera completa, Firenze 2002, pag. 294, illustrato in bianco e nero.

Commento:

Stabilitosi da ormai dieci anni nella bella Parigi, Boldini accelera a partire dagli anni Ottanta la sua produzione ritrattistica, diventando sublime testimone e interprete della sofisticata ed elegante società mondana parigina. Non vi è donna tra l’aristocrazia che non desideri un proprio ritratto, plasmato da quest’artista così attento ad esprimere, catturare e fermare la femminile ideologia estetica.
Dopo il 1878, lasciati i canoni condizionanti e impostati da Goupil, anche i formati delle tele cambiano, dedicando una personale elaborazione dell’immagine, alleggerisce le figure, slanciandole, idealizzandole nelle sempre diverse ed originali inquadrature: “[…] le sue figure di grandezza naturale danno l’istantanea sensazione di aver dinanzi degli essere vivi”. (P.Dini, F. Dini, Giovanni Boldini, 1842 – 1931: Catalogo Ragionato, Torino 2002, Vol I, pag. 197)
Il suo desiderio di dover emergere e compiacere a tutti i costi, lo spingono a dover elaborare i modi pittorici ormai consolidati. Ed è proprio la tecnica del pastello, così come lo interpretava Degas, che diviene mezzo espressivo ancora più eloquente, e lo porta ad esprimersi con estrema naturalezza gestuale, dando vita e carattere ai sui personaggi, definendoli nel movimento e nella loro introspezione psicologica, ribadendo ancora una volta la sua innata dote di pittore.
Anche in questo ritratto di signora misteriosa ed elegante, dal profilo definito e pallido, sicura della sua bellezza tanto da voltare lo sguardo allo spettatore, emergono tutte le caratteristiche che fanno di Boldini il pittore per eccellenza della femminilità seducente.
Sospesa nei pensieri, quanto concreta in quel leggero e naturale gesto delle mani guantate, il pittore cattura quell’attimo come l’ultimo prima della perfezione. La luce soffusa, i riflessi caldi e morbidi scivolano, giocando con le pieghe dei vari tessuti. E’ raffinato nella resa evanescente dei contorni dove regna una sognante perfezione ed un equilibrio nelle cose. La figura è avvolta da un’atmosfera impalpabile, in tutta la sua raffinata ricerca estetica, anche negli accessori che la contraddistinguono; il boa nero, cadente lungo la longilinea figura, apparentemente così contrastante con la leggerezza dell'insieme, diviene invece il motivo che imprime alla figura una propria indistinta personalità.
Il 1888 è anche l’anno del Pastello bianco (Ritratto di Emiliana Concha De Ossa), col quale Boldini vinse la medaglia d'oro presentandolo un anno dopo all'esposizione Universale di Parigi e dal quale l’artista non si volle mai separare, tanto da farne una copia per la committenza.