Signora dagli occhi color pervinca

Boldini, Signora dagli occhi color pervinca.jpg
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Signora dagli occhi color pervinca
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1885
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
40 x 27
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: Boldini / 1885
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Boldini e la Belle Époque, Como, Villa Olmo, 26 marzo 2011 - 24 luglio 2011.
  • Raccolta di Dipinti dell’Ottocento a cura di Marco Bertoli, Modena, Palazzo Cremonini, 18 febbraio - 10 Marzo 2012; Milano, 15 Marzo - 5 Aprile 2012.

Bibliografia:

  • La donna nella pittura dell’Ottocento, a cura di V. Sibernagl, Galleria Silbernagl, Milano, 1992, pp. 19, 71.
  • M. Agnellini, Ottocento italiano, De Agostini, Novara, 1997, p. 41.
  • P. Dini, F. Dini, Boldini, catalogo ragionato, Torino, 2002, vol. I, tav. LIV e p. 193, vol. III, n. 403, p. 224.
  • T. Panconi, Giovanni Boldini, l’opera completa, Firenze, 2002, p. 246.
  • Boldini mon amour, opere note e mai viste, nuove scoperte, fotografie e documenti inediti, a cura di T. Panconi, Montecatini Terme, Terme Tamerici, 18 settembre - 30 Dicembre 2008, Ospedaletto (PI), 2008, pp. 244, 245.

Commento:

Gli anni compresi tra il 1884 e il 1885 vedono un’evoluzione ulteriore nell’arte del ritratto, oltre ad una nuova fase di sperimentazione, accanto ad un rinnovato interesse di Boldini per l’arte rinascimentale italiana, come già il Sargent che aveva cercato nell’arte antica una sorta di legittimazione al proprio agire.
In una lettera del 29 gennaio 1895 il pittore ferrarese scriveva all’amico Banti perché gli spedisse alcune fotografie delle opere del Botticelli, del Ghirlandaio, del Lippi. Risulta interessante quindi “…l’apprezzamento contenuto nella lettera alla signorina Banti del 15 febbraio relativo al ritratto di una giovane donna del mondo dell’alta finanza - forse la bella donna dagli occhi color pervinca effigiata appunto nel 1885 - la cui bellezza egli paragona a “una testa di Botticelli” (P. Dini, F. Dini, Boldini, catalogo ragionato, Torino, 2002, vol. I, p. 193). Ambientato in un interno domestico, il pittore ritrae una giovane donna avvenente dai grandi occhi luminosi, raffinata ed intrigante, fasciata in un abito scuro decorato dai bagliori luminosi delle decorazioni applicate e caratterizzato da una profonda scollatura, impreziosita da un pizzo chiaro, che scopre il collo e la pelle candida del petto. La donna rivolge al pittore e allo spettatore uno sguardo diretto e franco, seduta a proprio agio sul divano, in una posa sinuosa e ardita che sottolinea la grazia e una sensualità consapevole e disinvolta. “L’ambiente è saturo di una luce intima, propria di un interno, quella luminosità artificiale preferita dal pittore, che lambisce gli oggetti e gli arredi ridotti all’essenziale, che tenderanno ad essere eliminati del tutto in una fase successiva, quando Boldini presenterà i suoi modelli nel luogo neutrale della maison” (Boldini mon amour… a cura di T. Panconi, 2008, p. 244).
La parete di fondo è mossa da un lieve arabesco decorato da fiori e uccelli che contrasta con il rosso del tappeto e con il blu dei cuscini di velluto, in un gioco cromatico audace e riuscito, in cui il pittore aggiunge alcune macchie di colori più vivaci per ravvivare la composizione come le pennellate blu e rosse che decorano la stoffa del divano. Oltre all’originalità del taglio e l’inquadratura realizzata da un punto di vista leggermente rialzato, colpisce la rapidità di esecuzione, con tratti veloci che tendono ad accennare, più che a campire con precisione, zone di colore sfumato, sapientemente modulato nelle ombre e nei tocchi luminosi.