Scogli

Cabianca, Scogli.png
Autore: 
Cabianca, Vincenzo (1827-1902)
Titolo: 
Scogli
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su cartone
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
20,5 x 31,5
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: V. Cabianca
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita, Finarte, Venezia, asta 1454 - Dipinti del XIX secolo, 31 ottobre 2009, lotto 66.

Commento:

Nell’universo pittorico di Cabianca il ‘paesaggio marino’ ha costituito un soggetto molto amato e più volte indagato a partire dagli studi dal vero condotti in Liguria dall’artista intorno agli anni Sessanta assieme agli amici Banti e Signorini, in cui aveva sperimentato nell’intensa luminosità del plein air la ‘macchia’ come mezzo per tradurre in sintesi cromatiche gli aspetti della natura e le variazioni della luce, “lavori e tentativi arditissimi”, coincidenti con “... un vero progresso” in fatto di resa dei fenomeni luminosi (A. Cecioni, Scritti e ricordi, Firenze 1905, pp. 335-336). In anni successivi, il pittore prosegue gli studi nell’ambito di una serie di vedute ambientate lungo la costa del Tirreno, realizzate durante i soggiorni a Massa Carrara e a Castiglioncello, intesi a stabilire nuovi valori formali degli effetti di luce e colore, approfondendo “... gli effetti di sole” (ivi, p. 335). L’approccio al vero, pur riconfermandosi come la sincera interpretazione della verità, si basa sull’analogia e non sull’imitazione del dato naturale, sviluppando un linguaggio fondato sui valori della forma, realizzando dipinti in cui “... il soggetto (era) il vero, lo scopo giusto e il titolo un pretesto per sciogliere un problema di ombre, luce e colore...” come scriveva Cecioni (S. Bietoletti in Cabianca e la civiltà dei Macchiaioli, a cura di F. Dini, cat. della mostra, Orvieto-Firenze, aprile-ottobre 2007, Firenze, 2007, p. 121). All’aria aperta, di fronte al vero il pittore riscopre il piacere di dipingere affidandosi interamente all’istinto, in cui ogni macchia rende perfettamente l’immagine d’un sasso, in un calibrato digradare di toni che sfumano sino al più lontano orizzonte. La composizione, dal taglio ravvicinato, è caratterizzata dalla massa ombrosa degli scogli delineata in controluce in primo piano, mentre il mare si incunea sulla sinistra del dipinto ampliandosi in una distesa piatta appena interrotta da piccole onde. Straordinaria è la forza di sintesi raggiunta in quest’opera dal Cabianca, per cui l’intero primo piano non offre appiglio allo spettatore, che è attratto dalla linea dell’orizzonte che divide il mare dall’ariosa profondità del cielo calante sullo sfondo, come una trasparente cortina luminosa striata dai caldi colori del tramonto.

(fonte: Catalogo della vendita Finarte, Venezia)