Schiele, Egon

Egon Schiele
Cognome: 
Schiele
Nome: 
Egon
Luogo di nascita: 
Tulln
Data di nascita: 
1890
Luogo di morte: 
Vienna
Data di morte: 
1918
Nazionalità: 
Austriaca
Biografia: 

 

Anton Josef Tréka, Egon Schiele, 1914Egon Schiele, studia all’Accademia di belle arti di Vienna (1906-1909).
Nel 1907 incontra Gustav Klimt, che all’inizio lo influenza profondamente; fra i due artisti s’instaura comunque un rapporto di reciproca ammirazione.
Schiele espone nel 1908 a Klosterneuburg, poi nel 1909 a Vienna (Internationale Kunstschau).
Opera nel 1911 a Krumau, in Baviera, poi a Neulengbach; nel 1912 si stabilisce a Vienna.
Disegnatore estremamente dotato, esegue la maggior parte della sua opera a matita, ad acquerello e a guazzo. È autore inizialmente di paesaggi e ritratti improntati ai modi dello Jugendstil, ma sin dal 1909 se ne affranca l’originalità.
Schiele è ossessionato dal proprio volto (doppio e triplo autoritratto), e soprattutto dal corpo umano (doppio e triplo dei suoi modelli, spesso molto giovani), che rende con un tratto netto, nervoso, spezzato, delimitante superfici assottigliate e messo in risalto mediante colori stridenti (Uomo nudo seduto, 1910, penna e guazzo: Vienna, coll. priv.; Nudo a gambe divaricate, 1914, matita e guazzo: Vienna, Albertina).
L’accento è posto sulle zone sessuali, sui volti dalla maschera cadaverica, sulle dita stirate e divaricate, sulle posture degli amanti saldati l’uno all’altro da un ultimo spasimo (Autoritratto a dita divaricate, 1911: Vienna, Historisches Museum der Stadt; Coppia di amanti, 1913: coll. priv.).
Nell’universo di Schiele amore e morte sono strettamente legati. Alcune pose complicate sono tratte dagli scultori (Minne, Rodin), alcuni temi da Munch (la Madre morta I, 1910: Vienna, coll. priv.) e da van Gogh (I girasoli; la Camera dell’artista a Neulengbach, 1911: Vienna, Historisches Museum der Stadt), ma l’impaginazione bidimensionale e il tratto nel contempo gracile e teso, hanno un’efficacia estremamente personale. Il suo erotismo sferzante e provocatorio, che trasuda una solitudine disperata, valse all’artista tre settimane di prigione (marzo-aprile 1912), sanzione che lo colpì profondamente (Autoritratto da prigioniero, matita e acquerello, 1912: Vienna, Albertina).
Alcuni paesaggi presentano la stessa tensione arida dei nudi (Albero d’autunno, 1909: Darmstadt, Hessisches Landesmuseum), alcuni, di un realismo piú tranquillo, ricordano quelli di Hodler (i Quattro alberi, 1917: Vienna, Österreichische Galerie); non pochi, ispirati dalla vecchia città di Krumau, possiedono una struttura geometrica e colorata che preannuncia la poetica di Klee (Finestre, 1914: ivi; Paesaggio di Krumau, 1916: Linz, Neue Galerie der Stadt).
Sposatosi nel 1915, nel suo lavoro si avverte un riflesso di questa mutata situazione affettiva sotto forma di un erotismo piú dolce (Donna distesa II, 1917: Vienna, coll. priv.).
Incaricato per breve tempo della guardia dei prigionieri di guerra, poté continuare a dipingere nel suo studio viennese.
La sua fama crebbe dal 1912 in poi. Le sue ultime opere si accostano a quelle di Klimt per il senso di un piú ampio volume e il loro impegno verso una realtà meno tormentata (Ritratto di Gütersloh, 1918: Museo di Minneapolis; La famiglia, 1918: Vienna, Österreichische Galerie,).
Morì vittima, come la moglie, dell’epidemia di spagnola che colpi l’Europa nel 1918.
Figura fondamentale dell’espressionismo austriaco, tra Klimt e Kokoschka (i cui «ritratti psicologici», contemporanei ai suoi, rivelano minori crudeltà inquisitorie), Schiele testimonia nella sua arte il passaggio dell’armonia di un’arte monumentale alle dissonanze d’una linea piú espressiva. È ben rappresentato a Vienna (soprattutto Österreichische Galerie e Albertina).

(fonte: Marcel-André Stalter in Storia dell’arte Einaudi)