Riunione di contadini

Cristiano Banti, Riunione di contadini
Autore: 
Banti, Cristiano (1824-1904)
Titolo: 
Riunione di contadini
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1861
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
31,3 x 46,4
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: C. Banti / 61
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Acquisizione: 
Acquisto da Alfredo Banti, 13 luglio 1908
Identificativo: 
3396 (1890) | Cat. Generale 252 (1936/ 1937) | 09 00345062 [Codice univoco ICCD]

Provenienza:

  • Collezione dell'artista, luglio 1908.
  • Galleria degli Uffizi, Palazzo degli Uffizi, Firenze.
  • Palazzo Pitti, Galleria d'Arte Moderna, Firenze, 19 luglio 1979.

Mostre:

  • L'opera di Cristiano Banti pittore (1824 - 1904), Prato, 1965.
  • Mostra antologica di Cristiano Banti, Santa Croce sull'Arno, 1969 - 1970.
  • I Macchiaioli nella cultura toscana dell'Ottocento, Firenze, 1976.
  • Cristiano Banti, un macchiaiolo nel suo tempo, 1824-1904, Milano, 1981.
  • I Macchiaioli prima dell'impressionismo, Padova, Palazzo Zabarella, 23 settembre 2003 - 8 febbraio 2004.

Note storico critiche:

Il dipinto raffigura un gruppo di donne che sostano in riposo di fronte a due case nell'ora del tramonto. Due di esse sono probabilmente filatrici. Un ricordo di Adriano Cecioni riferisce che nel 1861, anno cui il quadro è datato, Banti si recò con Vincenzo Cabianca a Piantavigne, presso Castelfranco di Sopra, ove i due artisti eseguirono molti studi, e successivamente si recò con altri amici macchiaioli nella campagna di Montelupo Fiorentino. La presenza di filatrici ha suggerito un rimando a dipinti pressochè coevi di Cabianca, quali Le contadine di Toscana (1861) e La filatrice (1862). L'opera riflette per tematica ed intonazione espressiva una costante della produzione di Banti, che spesso ritrae il mondo contadino cogliendone sia i dati realistici che i toni più pacati e contemplativi. Del dipinto è nota una versione più grande, già nella collezione Ojetti, recante lo stesso titolo, ma con alcune differenze di esecuzione. Il quadro fu venduto nel 1908 alla Galleria fiorentina da Alfredo Banti, figlio dell'artista, insieme al dipinto Confidenze e ad altre opere.

(fonte: http://www.catalogo.beniculturali.it)