Ritratto di Vincenzo Cabianca

Boldini, Ritratto di Vincenzo Cabianca.png
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Ritratto di Vincenzo Cabianca
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1865 - 1875)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela applicata su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
22 x 19
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: G. Boldini
Luogo di conservazione: 
Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno, Italia
Acquisizione: 
Acquisto del Comune di Livorno dalla Fabbriceria di S. Maria del Soccorso, 1979
Inventario n.: 
Mun.Li 1679 (1957)

Commento:

Ritratto a olio su tela montato su supporto ligneo scuro e perimetrato da una cornice lavorata in legno dorato. Raffigura il giovane pittore Vincenzo Cabianca ripreso di tre quarti di fronte, con una leggera torsione del busto verso destra. Lo sguardo vivace del Cabianca è rivolto verso lo spettatore. Il viso, pallido, è incorniciato da una barbetta corta e baffi mossi. L'ampia fronte è coperta alla sommita dai capelli castani, pettinati l ateralmente. L'artista veste un soprabito marrone da cui si intravede una camicia bianca rifinita con un fazzoletto nero e rosso. Lo sfondo è verde. Il rosso delle labbra riprende quello del fazzoletto legato al collo. Giovanni Boldini eseguì numerosi ritratti del pittore Vincenzo Cabianca, insieme al quale frequentava casa di Cristiano Banti durante il soggiorno fiorentino (1862-1871). Dei sei noti - oltre a questo, tre appartengono alla Cassa di Risparmio di Pistoia mentre due si trovano in collezioni private a Firenze e Zurigo - il dipinto del Museo Fattori sembra essere il primo. Risente, infatti, dell'assidua frequentazione dello studio di Michele Gordigiani, noto e apprezzato ritrattista, variamente attestato anche nel Museo livornese. L'impostazione della figura è da 'ritratto ufficiale', anche se lo sguardo mobile, la bocca carnosa circondata dai baffi appena mossi, il sopracciglio alzato del personaggio rivelano già le caratteristiche del Boldini tardo, ritrattista amato dall'alta società italiana e parigina. Le altre versioni ritraggono invece Vincenzo Cabianca a sedere su una seggiola, o intento a leggere sdraiato sul letto, secondo uno schema 'informale' - forzato talvolta fin quasi alla caricatura - che segnerà anche gl i innumerevoli ritratti a Cristiano Banti, a Poldo Pisani, e a Diego Martelli - seduto per terra, le gambe accavallate - la maggior parte esposti nella Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti. L'opera, entrata nella collezione civica con il lascito Mazzini del 1978, faceva parte anche del precedente ordinamento del museo a Villa Fabbricotti.

(fonte: Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno)