Ritratto di signora

Giovanni Boldini, Ritratto di signora
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Ritratto di signora
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1900 circa)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Carboncino su carta
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
40 x 40
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Boldini
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Parigi, collezione privata.

Mostre:

  • Boldini. Lo spettacolo della modernità, Musei di San Domenico, Forlì, 2015.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 15.

 

Bibliografia:

  • F. Dini e F. Mazzocca, Boldini. Lo spettacolo della modernità, Milano, 2015, num. 31, pag. 123.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Il disegno, riferibile ai primissimi anni del Novecento, rientra nella più caratteristica produzione di Boldini, che si dedica con particolare fortuna al genere del ritratto - soprattutto femminile - a partire dalla fine degli anni Settanta dell’Ottocento. Nel corso della sua lunga carriera l’artista mette a punto un’ampia galleria di sofisticate figure muliebri capaci di interpretare fedelmente, con i loro molteplici atteggiamenti, la personalità delle donne rappresentate. L’autore possedeva infatti «il segreto di saper cogliere il modello alla sprovvista e di assimilare rapidamente quell’attimo, diremo così, facciale che costituisce la mimetica in intima rispondenza col pensiero e con l’anima» [1].
L’opera, tutta cromaticamente giocata sull’alternanza e il contrasto tra il bianco del supporto e il nero del medium pittorico, ritrae, a mezza figura, una giovane, oggi sconosciuta, elegantemente abbigliata. La donna sfoggia un castigato vestito da giorno dalle ampie maniche a sbuffo, chiuso al collo da un grande fiocco. L’artista, che dedicava particolare attenzione alla preparazione delle sue modelle prima delle sedute di posa, riesce a rendere, con una sofisticata sinfonia di neri, la consistenza tattile dei vari materiali, modulando sapientemente i tocchi del carboncino. Sembra in questo modo di poter intuire il velluto dell’abito, la seta dello scollo e il raso del nastro. Il viso ovale dal naso minuto è raffigurato quasi di profilo, rivolto verso un invisibile interlocutore, che la donna sorridente fissa con i grandi occhi scuri, dischiudendo appena la piccola bocca. La morbida massa di capelli ricci è raccolta in una acconciatura asimmetrica, fissata su un lato da un fermaglio. Il disegno, di per sé abbastanza statico rispetto ai dipinti a olio dello stesso periodo (Cléo de Merode, 1901; Ritratto di Mademoiselle Marie-Louise Herrouëtt, 1907 circa), è comunque movimentato dalla resa sommaria delle mani, che lasciando incompiuta la parte inferiore dell’opera crea un certo effetto di dinamismo. Una, appena abbozzata, è raffigurata dolcemente abbandonata sul bracciolo di un divano o di una poltrona, l’altra, delineata solo da essenziali tratti nervosi, è tenuta sul grembo. Uno sfondo neutro, reso con veloci e apparentemente disordinati colpi di carboncino, delimita lo spazio del ritratto all’interno del foglio di carta.
L’opera, della quale si ignora in larga parte la storia espositiva e collezionistica, è stata da poco presentata alla grande mostra monografica dedicata all’artista a Forlì.

1 F. Geraci, Artisti scomparsi: Giovanni Boldini, in “Emporium”, vol. LXXIII, n. 434, febbraio 1931, p. 72.

(fonte: Giuditta Lojacono - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)