Ritratto di Otto Eugenio Messinger

Mancini, Ritratto di Otto Eugenio Messinger.jpg
Autore: 
Mancini, Antonio (1852-1930)
Titolo: 
Ritratto di Otto Eugenio Messinger
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1909
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
232,5 x 140,5
Annotazioni: 
Firma, luogo e data in basso a sinistra: A. Mancini Roma / 1909
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Dono di Otto Messinger, 1923
Identificativo: 
3639

Commento:

Il dipinto raffigura il barone di origine tedesca Otto Messinger, collezionista di antichità, mecenate di Mancini a Roma dal 1908 al 1911. Il pittore aveva già ritratto Messinger nel 1907, in un dipinto esposto alla Biennale di Venezia dello stesso anno, raffigurante lo stesso seduto di fronte a un dipinto settecentesco (cfr. catalogo). Messinger cercò di portare sicurezza nell'esistenza precaria del Mancini e di educarlo ad un nuovo modo di intendere il gusto della pittura antica, rivisitata come raffinata e colta pittura di genere e vincolandolo a un repertorio di quadri in costume per i quali gli forniva ricercati costumi e arredi. La risonanza ottenuta all'Esposizione Internazionale di Roma del 1911 sancì il riconoscimento dei temi e delle audacie cromatiche delle opere dipinte per il barone; tuttavia in quello stesso anno Mancini si staccò definitivamente dal suo mecenate, conservando amichevoli rapporti.Il dipinto mostra tracce dell'uso delle cosiddette "graticole", come Mancini stesso definiva il sistema di riproduzione in scala consistente nell'utilizzo di due telai di grossi fili di cotone di vario colore, spesso dalla trama disordinata, posti uno davanti all'oggetto da raffigurare, l'altro sulla tela: il colore, negli anni in cui Mancini sperimenta questa tecnica, è quasi sempre grondante e ricco di inserti materici. Si tratta di uno dei più celebri grandi ritratti manciniani di personaggi di alta borghesia, in cui è evidente l'influenza delle eleganti composizioni della pittura aristocratica inglese e in particolare di John Singer Sargent, pittore con il quale Mancini condivise uno stimolante rapporto di osmosi artistica.

(fonte: ICCD - Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Ministero dei Beni e delle Attività  Culturali)