Ritratto di Lina Cavalieri

Corcos, Ritratto di Lina Cavalieri.png
Autore: 
Corcos, Vittorio Matteo (1859-1933)
Titolo: 
Ritratto di Lina Cavalieri
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1902
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
40 x 31,5
Annotazioni: 
Firma e dedica in basso a sinistra: V. Corcos. / Al M.se Pietro d’Ajeta / Per ricordo / Marzo 902
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione Alessandro Muratore.
  • Collezione privata, Firenze.
  • Vendita, Pandolfini Casa d'aste, Firenze, asta Importanti dipinti del secolo XIX, 26 novembre 2014, lotto 146.

Bibliografia:

  • L. Cavalieri, Le mie verità, redatte da P. D’Arvanni, Roma 1936, ill. a p. 5 I.
  • Taddei, Tra affetti domestici e sentimenti segreti, atmosfere quotidiane e riti mondani, in Corcos. I sogni della Belle Epoque, catalogo della mostra (Padova, 2014) a cura di I. Taddei, F. Mazzocca, C. Sisi, Venezia 2014, p. 21 nota 64.

Commento:

Il dipinto è il bozzetto del grande ritratto di Lina Cavalieri, olio su tela, cm. 265 x 178, datato 1903 e dedicato alla stessa cantante, oggi conservato in una collezione privata fiorentina (si confronti I sogni della Belle Epoque, catalogo della mostra di Padova a cura di I. Taddei, F. Mazzocca, C. Sisi, Venezia 2014, p. 202 scheda 84). A differenza dell’opera definitiva, il bozzetto presenta una dedica di Corcos a Pietro Lanza marchese d’Ajeta, melomane, amico di Giacomo Puccini e in rapporto con Ruggero Leoncavallo.
Lina Cavalieri.png Natalina Cavalieri, prima di quattro figli di un architetto e di una sarta, nacque a Treviso nel 1874, e si trasferì poco dopo la nascita a Roma. La sua carriera di cantante iniziò quasi per caso, quando, giovanissima, cominciò ad esibirsi in un teatro vicino a piazza Navona per aiutare la famiglia caduta in disgrazia. Coi primi successi la cantante passò ai teatri romani Grande Orfeo e Diocleziano, per giungere al Folies Bergère di Parigi, all’Empire di Londra e in seguito ai più importanti teatri europei. La sua ultima interpretazione lirica risale al 1916, mentre dal 1914 al 1921 si dedicò, con medio successo, al cinema. Nel 1926 aprì un salone di bellezza a Parigi, che diresse per dieci anni, prima di trasferirsi nella sua Roma e in seguito a Firenze, dove la morte la colse il 7 febbraio 1944, quando un bombardamento aereo distrusse la sua villa fiorentina presso il Poggio Imperiale seppellendola sotto le macerie. Seguita da folle di ammiratori, incantati dalla sua bellezza e dalla sua eleganza, l’aura di femme fatale la accompagnò in tutta la sua carriera di cantante lirica. Definita “la massima testimonianza di Venere in terra” da Giovanni d’Annunzio, la notorietà dell’artista venne alimentata anche dalle sue vicende personali: sposata quattro volte (con il principe russo Alessandro Bariatinskij, il miliardario americano Robert Winthrop Chandler, il tenore francese Luciano Pietro Muratore e il pilota Giovanni Campari) si vociferava che nella sua vita avesse ricevuto più di ottocento proposte di matrimonio.

(fonte: Catalogo della vendita Pandolfini del 26 novembre 2014)