Ritratto di Emilie Ambre nel ruolo di «Carmen»

Manet, Ritratto di Emilie Ambre nel ruolo di "Carmen" | Portrait d'Émilie Ambre dans le rôle de "Carmen" | Portrait of Émilie Ambre as "Carmen"
Autore: 
Manet, Édouard (1832-1883)
Titolo: 
Ritratto di Emilie Ambre nel ruolo di «Carmen»
Altri titoli: 
Portrait d'Émilie Ambre dans le rôle de "Carmen"
Portrait of Émilie Ambre as "Carmen"
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1880)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
92,4 x 73,5
Luogo di conservazione: 
Philadelphia Museum of Art, Philadelphia, Pennsylvania, USA
Acquisizione: 
Dono di Edgar Scott, 1964
Identificativo: 
1964-114-1

Commento:

Una celebrità ai suoi tempi, Émilie Ambre (1854-1898) veniva da una ricca famiglia nordamericana e fu l'amante di re Guglielmo III d'Olanda prima di intraprendere la carriera di cantante d'opera. Manet incontrò Ambra nell'estate del 1879 in una località termale nei dintorni di Parigi dove egli si sottoponeva a trattamenti per una ricorrente malanno a una gamba. Nel ritratto di Manet, la cantante appare nel costume spagnolo di Carmen, la zingara eroina tragica dell'opera di Georges Bizet. Una storia popolare ambientata a Siviglia e farcita di corride, contrabbandieri e ballerini, Carmen era tuttavia controversa, perché la sua protagonista non era una donna pura o casta, ma una che aveva condotto il suo amante ignaro in una vita criminale e fu da lui uccisa. Con i suoi lineamenti scuri e il suo celebre passato, Ambre era adatta alla parte di Carmen, un ruolo che interpretò in tour negli Stati Uniti nel 1879 e 1880. L'abbagliante illuminazione laterale nel ritratto dà l'idea del palcoscenico, anche se il dipinto, con il suo semplice sfondo, non illustra un momento identificabile dell'opera. L'abbigliamento di Ambre e il ventaglio nella mano sinistra rapidamente abbozzati a larghe, sicure pennellate, segnalano la prova di bravura di Manet.

(fonte: Jennifer A. Thompson, from Masterpieces from the Philadelphia Museum of Art: Impressionism and Modern Art, 2007, p. 52)