Ritratto di Beppe Abbati

Boldini, Ritratto di Beppe Abbati.jpg
Boldini, Ritratto di Beppe Abbati [dettaglio].png
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
Ritratto di Beppe Abbati
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1865)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
37,5 x 22
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: G.Boldini
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Odoardo Borrani, Firenze.
  • Rinaldo Carnielo, Firenze
  • Mario Vannini Parenti, Firenze.
  • H. Bracaras, Buenos Aires.

Mostre:

  • Firenze, 1910, n. 518.
  • Firenze, 1973, n. 3.
  • Monaco, 1975176, n. 122, tav. 122.
  • Firenze, 1976, n. 122, p. 169.
  • Parigi, 1978/79, n. 65, p. 66.
  • Lugano, 1979, n. 61, p. 53.
  • Manchester-Edimburgo, 1982, n. 29, p. 66.
  • Roma, 1982, n. 4.13, P. 157.
  • Pistoia, 1983, p. 27.
  • Pistoia, 1984, n. 3, pp. 61, 107.
  • Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 79, tav. V, pp. 85, 123.
  • Montecatini-Torino, 1986, cat. 60, p.171, tav. XIV.

Bibliografia:

  • Anna Franchi, Arte e Artisti toscani dal 1850 ad oggi, Fratelli Alinari, Firenze, 1902, pp. 41, 86.
  • Ruggero Focardi, Esposizione Retrospettiva della Società di Belle Arti in Firenze 1910, Alinari, Firenze, 1911, ripr. p. 19.
  • Emilio Cecchi, Per un catalogo di Giuseppe Abbati, in “Vita Artistica”, anno II, Roma, agosto - settembre 1927, p. 181.
  • Emilio Cecchi, Per un catalogo di Giuseppe Abbati, in “Vita Artistica”, anno II, Roma, novembre - dicembre 1927, p. 241.
  • Enrico Somarè, Storia del pittori italiani dell’Ottocento, vol. II, Ed. L'esame, Milano, 1928, tav. 90.
  • Llewellyn Lloyd, La pittura dell’Ottocento in Italia, Alfani e Venturi, Firenze, 1929, p. 14.
  • J. L. Vaudoyer, G. Boldini, in “Dedalo”, settembre 1931, ripr. p. 1171.
  • P. Torriano, G. Boldini pittore, in “Illustrazione Italiana”, gennaio 1931, p. 133.
  • M. Tinti, G. Boldini, in “Emporium”, Bergamo 1934, p. 9.
  • Emilio Cecchi, Ottocento pittorico: Sernesi, Abbati, D’Ancona, in “Frontespizio”, n. 4, aprile 1940, p. 206.
  • L. Bénédite - G. Fogolari - G. Pischel - G. Fraschini, La Pittura dell’Ottocento Parte I. Pittura dell’Ottocento Italiano, Società Editrice Libraria, Milano, 1942, p. 149.
  • Enrico Somarè, La pittura italiana dell’Ottocento, Istituto Geografico De Agostini, Novara 1944, p. 110.
  • Anna Franchi, I Macchiaioli toscani, Garzanti, Milano, 1945, p. 129.
  • Gina e Giuliano Pischel, Pittura europea dell’Ottocento, Garzanti, Milano, 1945, p. 363.
  • Maria Pia Cazzullo, La Scuola Toscana dei Macchiaioli, prefazione di Anna Franchi, Cja, Firenze 1947, p. 199, tav. XLII.
  • Mario Borgiotti, Poesia del Macchiaioli, Martello, Milano 1958, p. 58.
  • Mario Giardelli, I Macchiaioli e l’epoca loro, Ceschina, Milano 1958, p. 110, p. 386.
  • Corrado Maltese, Storia dell’Arte in Italia, 1785-1943, Enaudi, Torino 1960, p. 192.
  • Michele Biancale, Arte italiana, Ottocento e Novecento, Ed. Primato, Roma 1961, p. 230.
  • Mario Borgiotti, Genio del Macchiaioli, Alfieri & Lacroix, Milano 1964, p. 497.
  • Angela Ottino Della Chiesa, L’Arte Moderna dai neoclassici agli ultimi anni, Touring Club Italiano, Milano 1968, p. 66.
  • L. Caramel, voce Boldini Giovanni, in “Dizionario biografico degli Italiani”, vol. XI, Roma 1969, p. 251.
  • C. L. Ragghianti - E. Camesasca, L’Opera completa di Boldini, Rizzoli, Milano 1970, n. SP, ripr.
  • Dario Durbè - Giuliano Matteucci, Toskanische Impressionen, Monaco, ottobre 1975 / gennaio 1976, n. 122, tav. 122.
  • Mario Durbè, Fattori e la scuola di Castiglioncello, vol. II, De Luca, Roma 1982/83, fig. 76, pp. 137, 144, 232.
  • Piero Dini, Giuseppe Abbati. L’opera completa, Ed. Allemandi, Torino 1987, p. 117, tav. LI.
  • A. Borgogelli, Boldini movimentista, in “Boldini”, catalogo della mostra, Mazzotta, Milano 1989, p. 38.
  • Piero Dini, Boldini Macchiaiolo, Torino 1989 (Ed. Allemandi), fig. 14, p. 136.

Commento:

Voglio andare - scriveva Diego Martelli a Teresa Fabbrini il 23 novembre del 1865 - dal Conte bazza testone Boldini per vedere il ritratto che ha fatto a Poldo e a Beppe, i quali mi dicono che sono somigliantissimi...".

A quell’epoca, dunque, questo ritratto che raffigura Abbati "alto, quadrato, cieco da un occhio, accanto al suo cane" - avrebbe detto il Tornano - era già compiuto: subito, nell’ambiente artistico fiorentino, si era diffusa la voce dell’alta qualità della pittura boldiniana e immaginabile è l’andirivieni di artisti nello studio di Michele Gordigiani, in Via Nazionale, che ospitava il ferrarese. La figura del veterano garibaldino, orbato dell’occhio destro, durante la battaglia di Capua, si erge superba contro una delle pareti dello studio di Boldini, decorata da numerose tavolette di mano del ferrarese, e sulla sinistra, dall’ovale, visibile solo in parte, del Ritratto della Signora Lilia Monti.
Si tratta di una delle opere artisticamente più riuscite dell’intera attività boldiniana, per il vigore della pennellata che scolpisce la statuaria figura di Abbati, ora allargandosi pregna di luce, nel delineare la sagoma nerissima del cane o la tappezzeria collocata all’estrema destra della raffigurazione; ora assottigliandosi, incisiva, nelle pieghe dell’abito scuro del napoletano. Straordinaria è la penetrazione psicologica di questa pallida fisionomia, dai tratti sobri ed eleganti; e con riverenza il pennello di Boldini sembra mettere a nudo la grande, introversa personalità del maestro napoletano.