Ritratto di Arturo Conti

Nomellini, Ritratto di Arturo Conti.png
Autore: 
Nomellini, Plinio (1866-1943)
Titolo: 
Ritratto di Arturo Conti
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1901
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
74,5 x 58,5
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: PLINIO NOMELLINI 1901
Luogo di conservazione: 
Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno, Italia
Identificativo: 
Mun.Li 506 (1957)

Commento:

Dipinto a olio su tela raffigurante l'architetto Arturo Conti. L'uomo, visto frontalmente, si caratterizza per la folta barba e baffi la carnagione pallida e l'ampia fronte. Degli occhiali dalla montatura leggera, metallica, sono poggiati sul naso. Il personaggio, che guarda di fronte a sè verso il basso, è inquadrato da un punto di vista leggermente ribassato che ne rende ancor più imponente la corporatura. Indossa una camicia bianca, visibile solo parziamente al collo, dietro la folta barba, e una giacca abb ottonata e scura. Dietro di lui l'ampia massa di salici piangenti, che occupa gran parte dello sfondo. Sulla estrema sinistra, in secondo piano,il profilo dii un'archiettura classica, il Tempio di Castore e Polluce a Roma. L'architetto Arturo Conti (Livorno 1823 - 1900), dottore in matematica, diplomato nel 1845 all'Accademia di Belle Arti di Firenze, quindi allievo di Mariano Falcini, fu autore, fra l'altro, di un progetto per un 'grande museo archeologico' inviato nel 1861 al concorso indetto quell'anno dal governo greco (che lo insignì dell'ordine Reale del Salvatore), della facciata della chiesa della Misericordia di Livorno (1871), e dell'ampliamento e restauro dell'Ospedale civile di questa città, che gli valse il titolo di " Architetto onorario". L'opera che lo rappresenta, attestata nelle raccolt e civiche a partire dal 1912, ha sempre fatto parte dell'ordinamento del Museo Civico. "La nobile figura risalta su uno sfondo di salici piangenti, dalle fronde assai spesse e, sul lato sinistro di chi guarda, si apre la veduta lontana, piena di sole, di una parte del Foro romano, con le note tre colonne corinzie, avanzo prezioso dell'antico tempio di Castore e Polluce" (Venturi 1931, pp. 19-20).

(fonte: Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno)