Ritratto della principessa Ada Troubetzkoy

Daniele Ranzoni, Ritratto della principessa Ada Troubetzkoy
Autore: 
Ranzoni, Daniele (1843-1889)
Titolo: 
Ritratto della principessa Ada Troubetzkoy
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1875)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
74,5 x 60,7
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Note:

« ... Tornando alla rassegna odierna, a rievocare quegli anni settanta, che per Ranzoni si chiudono nel 1877, sarebbe stato auspicabile presentare il Ritratto della principessa Ada Trobuetzkoy, se non altro perché una recente pulitura ha portato alla luce dati che autorizzano un’interpretazione simbolica, se non simbolista. Si è infatti rivelata l’esistenza di un occhio in alto a sinistra, prima nascosto sotto la vernice annerita. Tale elemento criptico, a significare lo sguardo dell’artista, continua presenza nel quotidiano della ritrattata, spiega forse il motivo per cui la tela non sia mai stata esposta durante la vita dei protagonisti, né ceduta dalla principessa, che la trasmise al figlio Gigi, malgrado i rovesci di fortuna e la separazione dal principe ne avessero reso economicamente auspicabile la vendita.

Però, ahimè, il dipinto non è stato prestato. Peccato, perché è opera scapigliata per antonomasia, in cui la figura in busto della donna amata, ninfa egeria che gli aveva aperto le porte della committenza internazionale altolocata, invade di lato il campo visivo, «in un atteggiamento di difesa e quasi di fuga, proprio come essa dovette apparire al Ranzoni innamorato di Lei fino alla follia», per citare Calzini (R. Calzini, 800 italiano. 12 Opere di Maestri italiani nella Raccolta Stramezzi, Edizioni del Milione, Milano 1948, tav. 10).

In realtà, il volto sorridente di trionfante seduzione irradia una sicurezza osée che il raffronto con la foto coeva della principessa (fig. in basso) dimostra quanto l’interpretazione ranzoniana sia lontana dalla effettiva rappresentazione. L’opera sprigiona una prorompente carica erotica che scaturisce dal virtuosismo delle pennellate: velocemente modellate, a costruire il tessuto materico, paiono accarezzare le forme sode, traslando la freschezza serica della pelle.  ... »

(estratto dal saggio di Annie-Paule Quinsac Dieci opere per raccontare Ranzoni in Catalogo della mostra Ranzoni. Lo scapigliato maudit, Milano, Gallerie Maspes, 2017)

Ada Troubetzkoy negli anni 1870