Riflessioni di un affamato

Emilio Longoni, Riflessioni di un affamato
Autore: 
Longoni, Emilio (1859-1932)
Titolo: 
Riflessioni di un affamato
Altri titoli: 
Contrasti sociali
Lotta di classe
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1894
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
190 x 155
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: E. Longoni
Luogo di conservazione: 
Museo del Territorio Biellese, Biella, Italia
Acquisizione: 
Donazione di Bruno Blotto Baldo, 1952

Mostre:

  • Divisionismo. La rivoluzione della luce, Novara, Castello Visconteo Sforzesco, 23 novembre 2019 - 5 aprile 2020.

Note critiche:

In “Riflessioni di un affamato” Emilio Longoni raggiunge l’apice sia dell’impegno sociale che della raffinatezza nell’applicazione della divisione del colore. Questa è stata ed è tuttora l’opera più discussa dell’artista. Il quadro venne pubblicato in fotoincisione su un giornale socialista accompagnato da un breve testo che dava voce ai personaggi raffigurati: un operaio rimasto senza lavoro, intirizzito dal freddo e fermo a guardare la coppia aristocratica che mangia felice. Il dialogo provocò la reazione immediata della censura, che dispose il sequestro del giornale e l’incriminazione del pittore per “istigazione all’odio di classe”, reato per il quale Longoni fu processato. Il dipinto segna per Longoni l’ultima battuta della pittura concepita come denuncia. Un paragone tra il già discusso “Oratore dello sciopero” e l’opera in esame ci fa capire quanto Longoni abbia perfezionato la tecnica divisionista. La raffinatezza del tratto permette a Longoni di esprimere con tanta staccata freddezza la luce biancastra di una giornata di neve, le sfumature del caldo dietro la vetrata e lo sgomento del ragazzo infreddolito che contempla la ricchezza. Mentre “L’oratore” era provocatorio, “Riflessioni” è profondamente commuovente, ma in entrambi le tele è la tecnica a suggerire l’emozione.

(fonte: Scheda della mostra Divisionismo. La rivoluzione della luce citata sopra)


Le Riflessioni di un affamato segnano il punto più alto dell'impegno sociale nella pittura di Emilio Longoni che, tra il 1887 e il 1897, elabora e svolge una propria iconografia dello sfruttamento, della miseria e della lotta delle classi subalterne milanesi. La tela viene acquistata da Pietro Curletti, amico e mecenate dell'artista. Passato poi agli eredi del Curletti, il dipinto viene ceduto, dopo il 1935, alla Galleria dell'Annunciata di Milano e acquistato, presumibilmente tra la fine degli anni Trenta e l'inizio del decennio successivo, dal biellese Bruno Blotto Baldo che ne fa dono al museo nel 1952.

(fonte: Museo del Territorio Biellese)