Primavera nella campagna di Tortona

Angelo Barabino, Primavera nella campagna di Tortona
Autore: 
Barabino, Angelo (1883-1950)
Titolo: 
Primavera nella campagna di Tortona
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
69,7 x 79,6
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: A. Barabino
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 38.

Bibliografia:

  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Primavera nella campagna di Tortona fu esposta in occasione della mostra dedicata all’artista, allestita a Tortona nel 2005. Barabino raffigura un paesaggio primaverile, identificabile dai peschi in fiore e dalla rappresentazione di quella consuetudine propria degli inizi di questa stagione, costituita nel legare le viti in seguito alla loro potatura. L’artista consegna questa importante operazione ad una giovane donna in compagnia di un piccolo bambino che si rende testimone di queste gestualità, tramandate dai contadini di generazione in generazione e profondamente conosciute dall’artista. Eppure, come fa notare Lia Giachero, che nel catalogo ha firmato la scheda relativa a questa tela, la testimonianza di attività umana, non consueta nei paesaggi dell’artista imperniati sulla stessa tematica, non è connotata dalle figure che risultano inserite e facenti parte nel paesaggio ma dalla presenza della casa, che domina il centro della composizione e che gli alberi ancora senza foglie non riescono a celare. Tutti gli altri elementi, invece, quali le viti, i peschi, le colline, l’abbeveratorio, fanno parte del paradigma paesaggistico barabiniano [1].
In una composizione sottesa da una solida struttura compositiva, il pittore, con una tecnica divisionista a brevi tocchi piuttosto materici, definisce il prato in primo piano su cui si staglia l’ombra luminosa dell’albero, elemento quest’ultimo ricorrente nelle opere di Barabino e che spesso nei suoi paesaggi simbolisti è assurto a ruolo di protagonista.
Le presenze umane, in secondo piano, sembrano essere private della loro corporeità, quasi riconducibili a semplici figurine immerse nel paesaggio in cui, oltre la casa, si apre la veduta delle colline, sovrastate dal cielo definito a tocchi di azzurro e rosa. In questa orchestrazione di tenui colori e di luce soffusa che permea la materia, dagli effetti quasi pastellati, si percepisce un’atmosfera lirica che ci rimanda ad una tranquilla e serena dimensione, scandita dal ritmo della natura e delle stagioni.


 

1 La scheda dell’opera, firmata da Lia Giachero è pubblicata in AA.VV., Angelo Barabino 1883 – 1950, Milano, 2005, pag.131.

(fonte: Dunia Grandi - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)