Prigionieri di guerra

Silvestro Lega, Prigionieri di guerra
Autore: 
Lega, Silvestro (1826-1895)
Titolo: 
Prigionieri di guerra
Altri titoli: 
Bersaglieri che conducono prigionieri
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1861 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
57,5 x 95
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: SLega
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Acquisizione: 
Collezioni Reali
Identificativo: 
[Cat. Generale] 173 (1936 post) | [Accademia] 413 (1912/ 1932) | 09 00158812 [Codice univoco ICCD]

Note storico critiche:

Silvestro Lega eseguì questo dipinto insieme ad altri due di soggetto analogo in vista dell'Esposizione Italiana del 1861. Il quadro fu presentato anche alla Promotrice Fiorentina di quell'anno Il pittore contribuisce con questo dipinto alla produzione patriottica stimolata dagli entusiasmi nati dalla seconda guerra d'indipendenza. Inoltre in questi anni il pittore dimostra un'attenzione nuova per gli effetti di luce, evidente nel nostro dipinto soprattutto nell'esecuzione della macchia erbosa in primo piano. In collezione privata milanese esiste un bozzetto per questo quadro, proveniente dalla collezione di Giuseppe Chiarini, scrittore amico del Carducci e, negli anni fra il '56 ed il '59, uno degli "Amici pedanti" col Targioni-Tozzetti e col Gargani. Il Chiarini ebbe il bozzetto con molta probabilità probabilmente dal Lega: in quest'ultimo la figura del prigioniero austriaco in primo piano è condotta diversamente mentre sullo spiazzo erboso a destra giace il cadavere di un austriaco, che nella redazione finale non venne eseguito.

(fonte: Polo museale fiorentino)

Il quadro del 1861 è il secondo di una serie di dipinti a tema risorgimentale: segue 'La battaglia di Varese' (per il quale Lega aveva ottenuto un premio di consolazione al Concorso Ricasoli del 1859) e precede di poco una `Ricognizione di cacciatori nelle Alpi' e `Un'imboscata di bersaglieri'. Opere di "circostanza" come Lega stesso le definì, ispirate ad episodi della II guerra d'Indipendenza che tanto avevano infervorato gli animi degli artisti. Il titolo varia molto a seconda dei cataloghi e degli inventari. Lega l'aveva chiamato `Ritorno da una spedizione' ma l'amico Signorini dice (nel 1896) di averlo sconsigliato in tal senso perché non di buono auspicio (se fosse tornato invenduto dalla esposizione). Nei suoi appunti autobiografici Lega lo cita come  `Bersaglieri che conducono prigionieri' e con titolo analogo è ricordato anche da Pieraccini nel 1884 nel catalogo dell'Accademia (sala IV, n. 96): `Alcuni bersaglieri che conducono prigionieri vari soldati austriaci'. Nel 1959 Borghi lo intitolerà `Prigionieri di guerra'. Nello stile Lega mostra ancora forti legami con i modi di Antonio Ciseri, nella forbitezza formale e nelle scelte cromatiche col contrasto tra bianchi luminosi e scuri più sordi. Ma al purismo della formazione con Luigi Mussini e agli spunti ciseriani, Lega aggiunge anche, nella luce nitida e ferma del paesaggio, suggerimenti da Serafino De Tivoli. Esiste anche un bozzetto di questo soggetto ma molto più vicino alle sperimentazioni macchiaiole. Il tono è più vicino alla sobria essenzialità di Borrani e Fattori che non alla retorica militarista di Lanfredini o Moradei.

(fonte: http://www.catalogo.beniculturali.it)

Mostre:

  • I Macchiaioli prima dell'impressionismo, Padova, Palazzo Zabarella, 23 settembre 2003 - 8 febbraio 2004, con il titolo Bersaglieri che conducono prigionieri.