Pissarro, Camille

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Cognome: 
Pissarro
Nome: 
Camille
Luogo di nascita: 
Saint-Thomas
Data di nascita: 
1830
Luogo di morte: 
Parigi
Data di morte: 
1903
Nazionalità: 
Francese
Biografia: 

 

Camille Pissarro, nato in un’isola delle Antille, allora appartenenti alla Danimarca, studiò a Parigi dal 1842 al 1847, tornando poi a lavorare come commesso nel negozio del padre. Deciso a dedicarsi interamente al disegno, fugge in Venezuela col pittore Fritz Melbye nel 1853-54. Il padre accettò allora la sua vocazione di artista e lo mandò a studiare pittura a Parigi, dove giunse nel 1855, al momento dell’Esposizione Universale, e scopri Courbet, Ingres e soprattutto Corot, che conobbe e che andò piú volte a trovare. Operò successivamente nello studio di Antoine Melbye, alla Ecole des beaux-arts e all’Académie Suisse, ove incontrò Monet e altri che presto sarebbero stati chiamati «impressionisti». Dipingeva allora soprattutto paesaggi tropicali, ma anche studi all’aperto nei dintorni di Parigi; e un suo paesaggio di Montmorency venne accettato al Salon del 1859. Nel 1860 conobbe Ludovic Piette, che fu poi uno dei suoi amici piú fedeli e che lo ospitò regolarmente con la famiglia nella sua proprietà di Montfoucault (Mayenne) fino alla sua morte nel 1877. Non conobbe lo sprezzo degli ambienti ufficiali, poiché, benché esponesse al Salon des Refusés dal 1863 e non venisse ammesso nel 1867, fu regolarmente presente al Salon dal 1864 al 1870. I primi paesaggi rivelano l’influsso di Corot, di cui si dichiarò allievo fino al 1865, ma anche di Courbet, di cui riprese le composizioni salde e i vigorosi contrasti, il che gli procurò la disapprovazione di Corot. Impiegò, per qualche tempo, la spatola, e una Natura morta (1867: Toledo, Ohio, Art Museum) dimostra l’influsso che poté esercitare su Cézanne. Si stabilì a Pontoise nel 1866, poi a Louveciennes nel 1869, dedicandosi a rappresentare il paesaggio circostante (Strada a Louveciennes (1870: Parigi, Musée d'Orsay), Diligenza a Louveciennes (ivi), Strada da Versailles a Louveciennes (1870: Zurigo, coll. Bührle). Durante la guerra franco-prussiana del 1870 si rifugiò presso Piette in Mayenne, e poi a Londra, dove ritrovò Monet e conobbe Durand-Ruel, che gli comperò due tele; nei musei scoprì i paesaggisti inglesi e si interessò particolarmente a Constable. Tornato in Francia, ebbe la sgradevole sorpresa di trovare la sua casa saccheggiata e distrutte moltissime tele che vi aveva lasciato. Tornato in Francia si stabilì a Pontoise, lavorando anche a Osny e ad Auvers. In questo periodo fecondo, Pissarro sviluppò ricerche in sintonia con quelle degli impressionisti e, dal 1874, partecipò a tutte le loro manifestazioni. S’interessa allo studio dei riflessi sull’acqua (La Senna a Marly, 1871: Gran Bretagna, coll. priv.; L’Oise nei dintorni di Pontoise, 1873: Williamstown, Clark Art Institute); ma la sua attenzione va soprattutto agli aspetti cangianti del suolo e della natura, dipingendoli in una ricca gamma a base di bruni, verdi e rossi. Tra i numerosi dipinti di questo periodo si collocano la Strada di Rocquencourt (1871: New York, coll. priv.), L’entrata al villaggio di Voisins (1872: Parigi, Musée d'Orsay), la Strada di Louveciennes (ivi), la Strada da Gisors a Pontoise, effetto di neve (1873: Boston, Museum of Fine Arts), la Mietitura a Montfoucault (1876: Parigi, Musée d'Orsay), Orti, alberi in fiore (1877: ivi), i Tetti rossi. Angolo di paese, effetto invernale (1877: ivi). Oltre alla ricchezza e all’esattezza dell’osservazione, colpisce in queste opere la magistrale saldezza dell’esecuzione e della composizione, che influenzò molto Cézanne, con il quale l’artista operò spesso e che incoraggiò a dipingere all’aperto. Fu pure uno dei primi maestri di Gauguin, che invitò a partecipare alla quarta Esposizione impressionista del 1879. A capo di una numerosa famiglia, ebbe gravi difficoltà finanziarie nel 1878; e per la prima volta il suo naturale ottimismo fu scosso. In questo periodo si dedicò attivamente all’acquaforte, accanto a Degas e a Mary Cassat. Durand-Ruel gli aveva dedicato una mostra che ebbe un certo successo; Pissarro poté così comperarsi una casa a Éragny. Interessato a tutte le tecniche nuove, conobbe Signac e Seurat, i cui nuovi metodi gli piacquero, e cominciò a dipingere tele divisioniste verso la fine del 1885, presentandole all’ottava Esposizione impressionista del 1886 accanto a quelle dei suoi nuovi amici. Continuò su questa strada per qualche anno: Donne in un campo (1887: Parigi, Musée d'Orsay), L’isola Lacroix, Rouen effetto di nebbia (1888: Philadelphia, Art Museum). Sia perché queste tele non trovarono acquirenti, sia per la lentezza d’esecuzione che il procedimento gli imponeva, Pissarro finì per abbandonare il divisionismo attorno al 1890, riprendendo la sua antica maniera, arricchitasi grazie a quella esperienza. Una grande retrospettiva presso Durand-Ruel nel 1892 ebbe autentico successo. In seguito Pissarro si concentra sull’esecuzione di serie di tele su uno stesso motivo, generalmente urbano, nel corso dei vari soggiorni a Parigi, Rouen e Dieppe: Il Grand-Pont a Rouen (1896: Pittsburgh, Carnegie Institute), Il ponte Boieldieu a Rouen, Sole al tramonto (1896: Museo di Birmingham), la Chiesa di Saint-Jacques a Dieppe (1901: Parigi, Musée d'Orsay). Le serie piú importanti restano quelle dei vari luoghi di Parigi, che egli rappresenta uno dopo l’altro dal 1893; sono vedute dall’alto, prese da camere che danno sulle strade piú frequentate della capitale: anzitutto rue Saint-Lazare nel 1893 e nel 1897; poi i grandi boulevards (Boulevard des Italiens, Parigi, mattina, effetto di sole, 1897: Washington, National Gallery). Dopo l’hôtel du Louvre nel 1897-98, è la volta di place du Théâtre-Français e dell’Avenue de l’Opéra: Place du Théâtre-Français, primavera (1898: San Pietroburgo, Ermitage), Place du Théâtre- Français, effetto di pioggia (1898: Minneapolis, Institute of Arts). Nel 1899-1900 la sua attenzione è attratta dal giardino delle Tuileries e dal Carrousel, visti da un appartamento al n. 204 di rue de Rivoli: Il Carrousel, mattino d’autunno (1899: coll. priv.), La vasca delle Tuileries, nebbia (1900: ivi). L’inverno seguente lo vede abitare in piace Dauphine, di fronte al Pont-Neuf e al Louvre; Veduta della Senna dal terrapieno del Pont-Neuf (1901: Basilea, Fondazione Staechelin), Il monumento a Enrico IV e il pont des Arts (ivi). Nel 1903 si trova in un albergo del quai Voltaire, sulle banchine della Senna: il Pont-Royal e il padiglione di Flora (Parigi, Petit Palais). Nuclei consistenti delle sue opere (dipinti, disegni e acquerelli, acqueforti e litografia) sono pervenute al Musée d'Orsay di Parigi – in seguito alle donazioni Caillebotte, Camondo e Personnaz –, in Gran Bretagna (Tate Gall.; Oxford, Ashmolean Museum), dove viveva il figlio Lucien, che donò un certo numero di opere, e negli Stati Uniti (New York, Metropolitan Museum). Un primo catalogo delle sue opere fu redatto nel 1939 dal figlio Ludovic-Rodo e da Lionello Venturi.

(fonte: Storia dell'Arte Einaudi)