Pioggia di cenere

De Nittis, Pioggia di cenere
Autore: 
De Nittis, Giuseppe (1846-1884)
Titolo: 
Pioggia di cenere
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1872
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
40,5 x 28
Annotazioni: 
Data, firma e luogo in basso a destra: 26 aprile 72 De Nittis / Resina
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Identificativo: 
[Galleria d'Arte Moderna] 118

Commento:

Nei giorni dell'eruzione, avvenuta nel febbraio 1872, l'artista è a Napoli con la moglie Léontine, incinta: il conflitto franco-prussiano lo spinge a un prolungato soggiorno in Italia. Dipinge paesaggi e marine meridionali che spedisce poi a Parigi: è alla ricerca di motivi "pittoreschi" che possano trovare favorevole accoglienza sul mercato artistico della capitale francese. Il viaggio in Italia, esperienza socialmente esclusiva nei tempi passati, è divenuto più accessibile al turismo internazionale. Non sono pochi, in Francia, in Germania o in Inghilterra, a poter sostenere i costi di una prolungata assenza da casa: il treno ha meravigliosamente abbreviato le distanze, e al ritorno si desidera magari acquistare una veduta dei luoghi storici, archeologici o paesaggistici di maggior interesse della penisola, a ricordo del soggiorno. È a questo nuovo segmento di mercato che verosimilmente guarda Goupil, finanziatore indiretto della campagna pittorica "mediterranea" di De Nittis: un collezionismo meno facoltoso ma più diffuso, che predilige medi e piccoli formati. Il quadro dipinge un piccolo esodo: sullo sfondo tumultuoso di ceneri laviche in sospensione e raggi solari filtranti una folla di persone cerca di mettersi in salvo dalla calamità. Il tema dell'eruzione trattato in termini sublimi da pittori protoromantici e romantici, è restituito in termini di cronaca; né mancano dettagli umoristici. Dalle case minacciate si fugge portando con sé poche e povere cose: materassi, abiti domenicali, nessun mobile, un pollo. Alcuni curiosi attratti dallo spettacolo si dispongono a lato della strada per meglio osservare; si fanno ombra con variopinti ombrellini.

(fonte: S. Bietoletti e M. Dantini, L'Ottocento italiano: la storia, gli artisti, le opere, Giunti Editore, Firenze 2002)