Paesana toscana

Cristiano Banti, Paesana toscana
Autore: 
Banti, Cristiano (1824-1904)
Titolo: 
Paesana toscana
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1875
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
31,5 x 17,5
Annotazioni: 
Firma e data verso il basso a destra: C. BANTI 75
Luogo di conservazione: 
Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia
Acquisizione: 
Acquisto dalla Galleria Pisani, Firenze, 1914
Identificativo: 
12 00827468 [Codice univoco ICCD]

Note storico critiche:

Questo quadro fu uno dei pochi eseguiti da Banti ad essere stato esposto in uno spazio pubblico, precisamente presso la Galleria Lega e Borrani. Si tratta della galleria che i pittori Silvestro Lega e Odoardo Borrani avevano aperto in Piazza Santa Trinita, a Firenze, intorno alla metà del 1875, sostenuti da Nino Costa e Diego Martelli, e forse economicamente anche dallo stesso Banti. A posare per la tela era stata la figlia dell'artista, Adelaide (con la quale Boldini, carissimo amico di Banti, intratterrà per anni un'affettuosa, platonica amicizia), resa con quella silhouette allungata e quella torsione del busto che si ritrovano in altre opere del pittore.

(fonte: Galleria Nazionale di Arte Moderna, Roma)

Il piccolo dipinto su tavola potrebbe costituire un ritratto di Alaide, figlia dell'artista. La prima storia dell'opera è raccontata da Adriano Cecioni nelle pagine de "La Domenica Letteraria": fu esposta per la prima volta nella Galleria Lega-Borrani, spazio espositivo situato in piazza Santa Trinità a Firenze aperto dai pittori da cui prende il nome, col sostegno di Nino Costa, del critico Diego Martelli e dello stesso Banti: qui fu acquistato dal conte Luigi Pisani, il quale "lo rivendè, dicono, a caro prezzo". L'opera si collega ad altri dipinti di Banti in cui la stessa Alaide appare in atteggiamenti simili: si veda, ad esempio, "Giovane donna che fa la Treccia", del 1873, conservato a Milano presso la collazione Jucker, o "Contadina che dà da mangiare a un'anatra", eseguita in due versioni, una datata 1871, l'altra 1872, entrambe facenti parte di collezioni private.

(fonte: http://www.catalogo.beniculturali.it)