Paesaggio con case e montagne

Lorenzo Gignous, Paesaggio con case e montagne
Autore: 
Gignous, Lorenzo (1861-1958)
Titolo: 
Paesaggio con case e montagne
Altri titoli: 
Case e montagne
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1930 circa - 1940 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su cartone
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
22,8 x 29,5
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: LGignous
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Ca de Sass caveau, Milano, Italia
Acquisizione: 
Acquisito attraverso il sequestro del patrimonio artistico della Collezione De Sanctis, 21 settembre 1948
Inventario n.: 
AH00169AFC

Provenienza:

  • Collezione De Sanctis, Milano, fino al 1948.

Bibliografia:

  • Sergio Rebora, Lorenzo Gignous, Case e montagne, in Sergio Rebora, a cura di, Le collezioni d’arte. L’Ottocento, Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Milano, 1999, n. 101, p. 182, illustrato.

Note:

Il dipinto è entrato in Collezione nel 1948 proveniente da una raccolta privata.

Lorenzo Gignous aveva dedicato al mondo rurale le sue opere d’esordio, presentando all’Esposizione di Belle Arti di Brera del 1880 Un cortile e, l’anno seguente, Cortile rustico. Fin da queste prime prove il pittore ricava una forte suggestione dalle ricerche dello zio Eugenio Gignous, tra i maestri indiscussi del naturalismo lombardo, che aveva esposto gli stessi soggetti alle rassegne milanesi e alle principali manifestazioni nazionali dal 1870 al 1889. Dopo aver ottenuto il Premio Mylius per il paesaggio storico nel 1884 con Sesto Calende (Milano, Accademia di Brera), Lorenzo continuerà a svolgere la propria attività pittorica in stretta assonanza con il repertorio di Eugenio, suo punto di riferimento durante tutta la carriera artistica, contrassegnata da una convinta adesione al naturalismo. Alla sua produzione più nota di scorci lacustri, tra i quali Veduta del Lago Maggiore in Collezione, egli accosta un repertorio di paesaggi d’alta montagna, forse eseguiti sulle alture del Gignese, in compagnia dello zio, del quale è ospite a Stresa attorno al 1887. Le numerose vedute del Mottarone e dell’abitato di Macugnaga, come Pecetto Macugnaga (Milano, Collezione Intesa San Paolo), costituiscono un importante spunto per l’opera in Collezione che ritrae un piccolo borgo di alta montagna con le sue tipiche architetture contadine, chiuso dal profilo dei monti in lontananza.

La condotta pittorica abbreviata, in questo caso rapida e corsiva, risale alla suggestione della produzione matura di Eugenio, contraddistinta da un una pennellata larga e franta che raggiunge un’estrema sintesi formale in Paesaggio montano (1900 circa, collezione privata). La composizione estremamente semplificata e l’esecuzione sommaria del dipinto corrispondono all’attività tarda dell’artista, che si protrae fino alla metà del Novecento con un repertorio, ormai ripetitivo, ispirato alle prove di maggior successo degli esordi. Nell’opera in Collezione il pittore ritrae un borgo contadino vivace e animato, popolato da numerose figure, tra le quali l’uomo in primo piano che, con il suo grande ombrello scuro, costituisce il punto d’attrazione della composizione.

(fonte: Elena Lissoni - http://www.artgate-cariplo.it/collezione-online/page37d.do?link=oln94d.r...)