Paesaggio campestre al tramonto

Claude Monet, Paesaggio campestre al tramonto | Paysage de campagne au coucher du soleil | Countryside landscape at sunset
Autore: 
Monet, Claude (1840-1926)
Titolo: 
Paesaggio campestre al tramonto
Altri titoli: 
Paysage de campagne au coucher du soleil
Countryside landscape at sunset
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1863-1864)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
59 x 80
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: Claude Monet
Luogo di conservazione: 
Collezione d’Arte della Banca d’Italia, Roma

Descrizione:

Il Paesaggio campestre al tramonto è l'incantevole testimonianza di un grande maestro dell'impressionismo francese. La tela, di medio formato, figura a giusto titolo nel catalogo generale dell'opera di Monet e se ne conosce l'autorevole pedigree: prima nella collezione Bernheim, poi Tannhauser, entrambe raccolte di fama internazionale. La qualità è alta: il morbido impasto ha assorbito le ombre vespertine, aprendosi all'orizzonte in strie di livida luce. Un sentimento malinconico avvolge il bosco che si rabbuia e pervade la figura di contadina vista in lontananza che, a dorso di mulo, fa ritorno al suo casolare dopo la giornata di lavoro. L'andamento obliquo che taglia in due la composizione è un ricordo che proviene dalla pittura dell'olandese Jongkind, mentre nei densi spessori cromatici del cielo e nel bosco persiste un'eco della Scuola di Barbizon. La resa luminosa, che domina e costruisce la scena è una firma del grande artista. Si tratta di un dipinto giovanile, data l'impronta così sensibile dei maestri a cui si ispira; è probabile che sia una veduta di Honfleur, eseguita durante il soggiorno di Monet tra il 1863 e il 1864. Il dipinto non fu esposto alla mostra torinese a cura di Lionello Venturi tenuta nel 1928 in Palazzo Madama a Torino, mostra che doveva prefigurare la donazione che Gualino intendeva fare alla Pinacoteca cittadina. L'assenza dell'opera, diede adito a dubbi sulla sua autografia. Ma il dipinto, non era stato incluso nella donazione ed è naturale che il collezionista avesse scelto di trattenere per sé un'opera di così singolare rilievo.

(fonte: Augusta Monferini - Scheda in www.collezionedarte.bancaditalia.it)