Ortolani

Fattori, Ortolani.png
Autore: 
Fattori, Giovanni (1825-1908)
Titolo: 
Ortolani
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1867-1870 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
11,1 x 21,8
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Mario Galli, Firenze.
  • Gustavo Sforni, Firenze.
  • Ciovanni Verusio, Roma.
  • Piero Dini, Milano.

Mostre:

  • Monaco, 1975/76, n. 107, tav. 107.
  • Firenze, 1976, n. 111.
  • Parigi, 1978/79, n. 70, tav. 70.
  • Lugano, 1979, n. 72, tav. 72.
  • Manchester-Edimburgo, 1982, n. 27.
  • Pistoia, 1983, p. 40.
  • Los Angeles-Cambridge, 1986, n. 94.
  • Montecatini-Torino, 1986, n. 48.
  • Firenze, 1987, cat. 61, p. 295.
  • I Macchiaioli e la Scuola di Castiglioncello, a cura di Piero e Francesca Dini, Rosignano Marittimo, Castello Pasquini, 1990, tav. 54.
  • Giovanni Fattori tra epopea e vero. Omaggio nel Centenario della morte, Livorno, Granai di Villa Mimbelli Museo Fattori, 20 aprile - 6 luglio 2008.
  • Giovanni Fattori. La poesia del vero, Fondazione Magnani Rocca, Parma – Mamiano di Traversetolo, 6 settembre – 30 novembre 2008.

Bibliografia:

  • Giovanni Malesci, Giovanni Fattori, catalogazione illustrata della pittura ad olio, De Agostini, No­vara 1961, p. 405, n. 658, tav. 658.

Note storico critiche:

Per le strette analogie stilistiche e tematiche con la Contadina nel campo, si presume che questa piccola tavoletta sia stata eseguita a Castiglioncello, nello stesso momento, cioè nell’estate del 1867: identico è l’effetto delle iridescenze del paesaggio, identica è la tipologia delle figure, delineate con pochi, sintetici tratti. A questa splendida tavoletta, meglio che ad altre, si attagliano le osservazioni di Marangoni, al quale si deve l’aver avviato la comprensione di questo aspetto straordinariamente moderno dell’arte fattoriana: "Vi sono di lui dei quadretti che rappresentano specialmente certi cantucci di natura, nei quali la luce che filtra dal fogliame di un bosco e si rifrange in mille riflessi variopinti, è resa con una così squisita grazia da meravigliarci che un artista generalmente tanto sdegnoso di delicatezze possa averne di simili". Più avanti Marangoni aggiungeva: "Il fascino della tavolozza è ravvivato e come sostenuto dal contrasto tra la delicatezza dei toni e l’energia con cui è posato il colore, che riesce a darci la sensazione frusciante e ariosa del fogliame con scarse e robuste pennellate fondamentali, ravvivate e mosse da fresche e svelte lumeggiature più luminose e leggere... E nel disporsi sicuro e spontaneo della materia pittorica si contiene la vita stessa dell’immagine.

(fonte: Catalogo della mostra I Macchiaioli e la Scuola di Castiglioncello.)