Oliveto, Saint Rémy

van Gogh, Oliveto, Saint Rémy | Olivskog, Saint-Rémy | Oliveraie, Saint-Rémy | Olive grove, Saint-Rémy
Autore: 
Van Gogh, Vincent (1853-1890)
Titolo: 
Oliveto, Saint Rémy
Altri titoli: 
Olivskog, Saint-Rémy
Oliveraie, Saint-Rémy
Olive grove, Saint-Rémy
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1889)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
74 x 93
Luogo di conservazione: 
Göteborgs Konstmuseum, Göteborg, Sverige
Acquisizione: 
Donazione, 1917
Identificativo: 
GKM 0590

Descrizione/Description:

Disseminate sul pendio piatto stanno file di ulivi nodosi. Con il sole così basso che gettano lunghe ombre blu sul terreno bruno-rossastro. Il cielo sta stingendo dal giallo all'orizzonte al verde ed è velato da sottili ciuffi di nuvole blu e rosse. Le cime degli alberi si tingono di verde e blu con spruzzi d'arancione. Il contrasto tra i toni rossi e le ombre blu crea un'immagine evocativa dell'autunno. L'artista ha usato pennellate corte e  separate che trasmettono un'impressione di vibrante movimento. I tronchi d'albero, grossolanamente disegnati, sembrano torcersi, in modo quasi umano, aggiungendo intensità e ansia al dipinto.
In una lettera a Theo, Van Gogh scrisse della serie di dipinti di oliveti di cui Olive Grove, Saint-Rémy faceva parte: "È argento, a volte più blu, a volte verdastro, bronzeo, che stinge sul terreno che è giallo, rosa, violaceo o arancione in spento rosso. Ma molto difficile, molto difficile."
La prima versione (nel Kröller-Müller Museum) è meno stilizzata; nel quadro del Göteborgs Konstmuseum, Van Gogh ha più chiaramente elaborato il motivo con la sua caratteristica pennellata. Quello che riteneva il più riuscito lo ha donato al suo amico Dr. Gachet, il suo medico. Un'altra versione con la tonalità più fresca dil blu è nel Van Gogh Museum di Amsterdam e potrebbe essere stata dipinta lo stesso giorno. Nei quadri che hanno chiuso la serie, ha aggiunto contadini che raccolgono le olive. (Il dipinto finale è nella National Gallery of Art di Washington D.C.). L'Olive Grove, Saint-Rémy di Göteborg è invece un'espressione dell'incontro solitario dell'artista con il paesaggio, che tra le sue mani trasuda bellezza e malinconia.
I dipinti di Vincent van Gogh sono stati interpretati come portatori dell'impronta della sua fragile psiche. Eppure il lavoro di Van Gogh è stato sempre pervaso dalla sua attenta osservazione della natura, in cui il visibile è stato trasformato in una nuova visione di colori intensi e pennellate espressive.


Scattered across the flat slope are rows of gnarled olive trees. With the sun so low they cast long blue shadows over the reddish-brown soil. The sky is fading from yellow at the horizon to green, and is veiled with thin wisps of blue and red cloud. The treetops are tinged with green and blue with splashes of orange. The contrast between the red tones and the blue shadows makes for an evocatively autumnal picture. The artist has used short, distinct brushstrokes that convey an impression of vibrating motion. The roughly drawn tree trunks seem to twist, human-like, adding to the painting’s intensity and anxiety.
In a letter to Theo, Van Gogh wrote of the series of paintings of olive groves of which Olive Grove, Saint-Rémy was one: »It’s silver, sometimes more blue, sometimes greenish, bronzed, whitening on ground that is yellow, pink, purplish or orangeish to dull red ochre. But very difficult, very difficult.«
The first version (in the Kröller-Müller Museum) is less stylized; in the Gothenburg Museum of Art painting, Van Gogh has more clearly worked up the motif with his characteristic brushwork. The one that he thought most successful he gave to his friend Dr Gachet, his doctor. Another version with the cooler shade of blue is in the Van Gogh Museum in Amsterdam and may well have been painted the same day. In the paintings that ended the series, he has included olive-picking peasants. (The final painting is in the National Gallery of Art in Washington D.C.) The Olive Grove, Saint-Rémy in Gothenburg is instead an expression of the artist’s solitary encounter with the landscape, which in his hands exudes both beauty and melancholy.
Vincent van Gogh’s pictures have been interpreted as bearing the imprint of his fragile psyche. Yet Van Gogh’s work was always informed by his careful observation of Nature, where the visible was processed into a new vision of heightened colours and expressive brushwork.

(fonte: Kristoffer Arvidsson from The Collection Gothenburg Museum of Art, Gothenburg 2014)