Dall’Oca Bianca, Angelo

Angelo Dell'Oca Bianca, Autoritratto [dettaglio]
Cognome: 
Dall’Oca Bianca
Nome: 
Angelo
Luogo di nascita: 
Verona
Data di nascita: 
1858
Luogo di morte: 
Verona
Data di morte: 
1942
Nazionalità: 
Italiana
Biografia: 

 

Angelo Dall'Oca Bianca, Autoritratto [1938]Angelo Dall’Oca Bianca si forma all’Accademia Cignaroli di Verona (1873-76) in un ambiente ancora caratterizzato dalla tradizione della ritrattistica e del vedutismo veneti e influenzato dalla diffusione del verismo nella pittura di soggetti aneddotici.
Con Alessandro Milesi, suo compagno di studi all’accademia veronese, si trasferisce a Venezia per seguire Favretto, allora al culmine della sua carriera, dal quale desume le luci sfrangiate e il tono veloce della narrazione aneddotica che prevalgono nei suoi quadri degli anni ’80 (Colto in flagrante, 1880: Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna; Dopo messa, 1883: Milano, Galleria d'Arte Moderna; Bacio al volo, 1885: ivi).
Espone ufficialmente per la prima volta a Brera nel 1880; è poi a Roma, dove frequenta l’ambiente letterario (D’Annunzio, Michetti e poi Carducci, Pascarella, Scarfoglio).
A partire da questo periodo si interessa di fotografia; in seguito si servirà del mezzo fotografico per comporre i soggetti da trasporre in pittura (cfr. Ia serie delle sue lastre esposta a Verona nel 1981).
A partire dall’ultimo decennio del secolo Dall’Oca Bianca, esponendo alle Biennali di Venezia, entra in contatto con le correnti divisioniste, di cui le sue opere di quel periodo riprendono temi e stili (cfr. Le luci pietose o Gli amori delle anime, 1898: Verona, Galleria d'Arte Moderna).
Nei quadri dei primi anni del Novecento la gamma cromatica si fa piú accesa e compaiono, soprattutto nelle figure femminili, i moduli cari alla cultura fin de siècle.
Dall’Oca Bianca ne propone una versione che risulta indebolita, sia nell’impianto formale, per la mancata adesione al predominio della linea, sia nel tono della narrazione, che nelle sue opere ridiventa quasi sempre aneddoto, talvolta didascalicamente allusivo.
Nel 1912 Dall’Oca Bianca partecipa in maniera massiccia alla Biennale veneziana (piú di ottanta quadri), accolto con molto favore dalla critica si dedica in seguito a temi di paesaggio, nei quali emergono talvolta descrizioni atmosferiche (serie del lago di Garda) o, piú spesso, soggetti di vedute della sua città natale – come il famoso Piazza delle Erbe (1903: Verona, Galleria d'Arte Moderna).
A Verona si impegnò attivamente nel campo urbanistico e sociale, intervenendo tra l’altro per salvare l’antica piazza delle Erbe dalla speculazione edilizia.
Nel 1968 si è tenuta nella città una mostra dedicata alla prima fase della sua opera.

(fonte: Silvia Ginzburg - Storia dell'Arte Einaudi)