Nudo femminile

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Autore: 
Mancini, Antonio (1852-1930)
Titolo: 
Nudo femminile
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato (1867-1930)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
133 x 70,5
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: AMancini
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita, Sotheby's, Milano, asta Dipinti del XIX secolo, 13 dicembre 2004, lotto 148, invenduto.

Bibliografia:

  • V. Galetti, E. Camesasca, Enciclopedia della pittura italiana, Milano 1951, Vol. F-O, pag. 1528, illustrato.
  • A. Schettini, La Pittura Napoletana dell'Ottocento, Napoli 1967, tav. 225, illustrato.

Note:

Il dipinto che proponiamo illustra un nudo di una donna borghese nella piena consapevolezza della sua appartenenza sociale, una consapevolezza, da un lato, euforica e, dall'altro, implicitamente evocata da elementi che si risolvono in pura decorazione pittorica come, per esempio, i fiori che rendono l'ambiente allegro, accogliente e sfarzoso. La donna non sembra intimidita dal fatto di essere nuda, ma sorride con naturalezza. La pennellata è sciolta e pastosa, il tocco fluido e sicuro è vivificato da un'intuitiva capacità di dosare luci ed ombre.
Ugo Nebbia scrive: "Sono sempre quelle sue profusioni dense e tumultuose di pasta colorata grazie alle quali, quasi più per magia che per virtù di pittura, sembra balzar tanta vita e luce, con un'intensità vibrante e suggestiva da distruggere persino tutta questa materialità di sostanza".
Mancini era un maestro nel graduare i toni del colore, dimentico di tutto ciò che lo circondava non appena iniziava a dipingere, in quanto scopo del suo lavoro era la riproduzione de "la vie".
Nell'opera si nota come, per ottenere una ancora migliore produzione della realtà, Mancini abbia sviluppato un suo sistema personale con l'ausilio di un reticolato. Egli metteva davanti al modello un telaio, a cui erano attaccati fili orizzontali, verticali e diagonali, che gli consentiva di determinare esattamente le dimensioni. Stendendo una griglia delle stesse proporzioni sulla tela poteva, a suo parere, giungere ad una perfetta proporzione del modello.
Jacobson, a questo proposito, scrive: "... stende sulla tela i colori e le tonalità a scatti e quando si avvicina alla tela per, come posso dire, spingere, girare, stendere gentilmente il colore dietro ai quadrati del reticolato, geme e si lamenta come se quelle tonalità a cui sta dando vita gli venissero strappate di dosso..."

(fonte: Catalogo della vendita Sotheby's del 13 dicembre 2004)