Natura morta con sassofoni

Max Beckmann, Natura morta con sassofoni
Autore: 
Beckmann, Max (1884-1950)
Titolo: 
Natura morta con sassofoni
Altri titoli: 
Still life with saxophones
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
1926
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
85 x 195
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: Beckmann / F 26
Luogo di conservazione: 
Staedel Museum, Frankfurt am Main, Deutschland
Acquisizione: 
Acquistato il 1927, confiscato il 1936, riacquistato il 1955 com mezzi messi a disposizione dalla Adolf und Luisa Haeuser-Stiftung für Kunst und Kulturpflege
Identificativo: 
SG 1159

Note:

"Senti il rumore dei miei quadri?" - Max Beckmann chiede a sua moglie in una lettera. Sfidando ogni disposizione spaziale logica, vari oggetti - la maggior parte dei quali raggruppati in coppie - si affollano e si incastrano l'uno con l'altro. Due grandi sassofoni innescano associazioni di musica ad alto volume. C'è qualcosa di inquietante nella bambola schiacciata da un corno e la vista nel buio pesto. Il dipinto è dedicato al jazz, uno stile musicale che l'artista adorava. Il sassofono sulla sinistra porta il nome di un jazz club di Francoforte, "Bar African", mentre le parole sull'altro, "On New York", alludono alle radici di questi ritmi.


„Hörst Du den Lärm meiner Bilder?“, fragt Max Beckmann seine Frau in einem Brief. Entgegen jeder logischen Raumordnung drängen und verschränken sich verschiedene, meist paarweise einander zugeordnete Gegenstände. Zwei große Saxofone erinnern an laute Musik. Unheimlich wirken die von einer Tröte erdrückte Puppe und der Ausblick ins Dunkle. Gewidmet ist das Bild der Jazzmusik, die der Maler sehr schätzte. Das linke Saxofon trägt den Namen einer Frankfurter Jazzkneipe „Bar African“, während auf dem rechten „On New York“ als Hinweis auf die Wurzeln dieser Rhythmen steht.


“Do you hear the noise of my paintings?” – Max Beckmann asked his wife in a letter. Defying all logical spatial order, various objects – most of them grouped in pairs – crowd and interlock with one another. Two large saxophones trigger associations of loud music. There is something creepy about the doll being squashed by a horn and the view into pitch blackness. The painting is dedicated to jazz, a music style the artist adored. The saxophone on the left bears the name of a Frankfurt jazz club, ‘Bar African’, while the words on the other, ‘On New York’, allude to the roots of these rhythms.

(fonte: Städel Museum, Frankfurt am Main)