Melinconie autunnali

Fontanesi, Melinconie autunnali
Fontanesi, Melinconie autunnali
Autore: 
Fontanesi, Antonio (1818-1882)
Titolo: 
Melinconie autunnali
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1876
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
86 x 107
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: A. Fontanesi 76
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Finarte Casa d'Aste, Milano, asta Dipinti del XIX secolo, 21 novembre 2007, lotto 442.
  • Vendita, Casa d'aste Arcadia, Roma, asta Antiquariato - Dinti antichi e del XIX secolo, 18 aprile 2016, lotto 194.

Commento:

Tra il 1873 e 1876 Antonio Fontanesi realizza i suoi sommi capolavori, Aprile (1873), Bufera imminente (1874), Solitudine (1875) e Melanconie autunnali (1875/1876).
Melanconie autunnali fu per Fontanesi un’opera travagliata; infatti era sua intenzione spedirla per l’Esposizione di Lione, ma il 6 Dicembre del 1875 scriveva a Ravier di essere in ritardo e che a Lione non poteva più andare. (“… del resto, se il diavolo volesse ancora tentarmi mi salverebbe la circostanza che il detto quadro non è ancora intieramente finito, avendolo io intieramente ridipinto e modificato. Sarà dunque per Parigi se nulla viene a mutare questo progetto”. Marco Calderini, Antonio Fontanesi, 1901 pag. 170).
Una radiografia del cielo rivela come sotto la pittura visibile vi sia un altro strato di pittura consolidata, con un grande gruppo di alberi che si stagliava nel centro della tela e un diverso sviluppo delle nubi. Una conferma inconfutabile di quanto Fontanesi scriveva in quel 6 dicembre 1875. Melanconie autunnali venne presentato al salone di Parigi, ma l’opera non venne accettata.
L’opera trovò collocazione sicura a Ginevra presso il mercante Brachard. Questi aveva fra i suoi migliori clienti Maurice Binet, facoltoso notaio ginevrino, il quale acquistò l’opera. Il timbro della sua collezione appare sul retro della tela. Questi nel dicembre 1923 fece visionare alcune opere della sua collezione a Marco Calderini che le autenticò direttamente sulla tela, come soleva fare in quegli anni per evitare un uso indebito dei suoi scritti.
Il dipinto è ancora accompagnato dalla sua cornice originale preparata appositamente da Fontanesi per L’Esposizione di Parigi. Calderini cita nella sua opera l’attenzione con la quale il maestro curava la preparazione delle cornici per le sue opere più importanti.

(fonte: Catalogo della vendita Casa d'aste Arcadia del 18 aprile 2016)