Marmi a Carrara Marina

Cabianca, Marmi a Carrara Marina.png
Autore: 
Cabianca, Vincenzo (1827-1902)
Titolo: 
Marmi a Carrara Marina
Altri titoli: 
La partenza della paranza
I marmi di Carrara Marina
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1861
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
36 x 89
Annotazioni: 
Data e firma a destra verso il basso: 1861 / V. Cabianca
Sul retro, sul telaio: timbro della R Galleria dell'Accademia; cartellino a stampa della Galleria Pesaro; cartellino a stampa della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma / Mostra dell'Ottocento 1930; cartellino a stampa della
XVIII Biennale di Venezia; cartellino con numero di riferimento (318); cartellino a stampa della Mostra tenuta nel 1949 presso la Galleria Wildenstein di New York
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Collezione privata.
  • Vendita, Bloomsbury Auctions, Roma, asta Arte del XIX secolo, 29 marzo 2007, lotto 273B, con il titolo I marmi di Carrara Marina, venduto per €505.000,00 ($653,856).

Mostre:

  • 1928, Milano, Galleria Pesaro, I Macchiaioli Toscani nella raccolta di Enrico Checcucci.
  • 1930, Roma, Mostra del Centenario della Società Amatori e Cultori di Belle Arti/Mostra dell'Ottocento, (sala XX).
  • 1932, Venezia, XVIII Esposizione Biennale Internazionale d'Arte.
  • 1949, New York, Galleria Wildenstein, Pittori italiani dell'Ottocento.

Bibliografia:

  • 1927, E Cecchi, La raccolta Checcucci, in 'Vita Artistica, anno II n.3, pag. 51 (Marina).
  • 1928, Galleria Pesaro, I Macchiaioli Toscani nella raccolta di Enrico Checcucci, Milano, Tav. XXXII N. 20 (I marmi a Carrara Marina).
  • 1928, E. Somaré, Storia dei pittori italiani dell'Ottocento, Milano, vol. II tav. 38 (La partenza della paranza).
  • 1930, Roma, Mostra dell'Ottocento in "Mostra del Centenario della Società Amatori e Cultori di Belle Arti ", p.70 n.19 (Marmi a Carrara).
  • 1932, Venezia, XVIII Esposizione Biennale Internazionale d'Arte/Catalogo.
  • 1934, A. M. Comanducci, I Pittori Italiani dell'Ottocento, Milano, Tav. XII (I marmi di Carrara).
  • 1945, A. M. Comanducci, Dizionario Illustrato dei Pittori e Incisori Italiani Moderni (1800-1900), II ed., Milano.
  • 1948, M. P. Cazzullo, La Scuola toscana dei Macchiaioli, Firenze, p.180 TAV. XXXVI. (La partenza della paranza).
  • 1949, New York, Galleria Wildenstein, Pittori italiani dell'Ottocento, testo e note di E. Somaré, Milano, pp. 74 tav. 62 (Marmi a Carrara).
  • 1962, A. M. Comanducci, Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, III ed., Milano, p.289 (La partenza della paranza).
  • 1970, A. M. Comanducci, Dizionario Illustrato dei Pittori, Disegnatori e Incisori Italiani Moderni e Contemporanei, IV ed., Milano, p.477 (Partenza della paranza).

Note storico critiche:

Proveniente dalla celebre Raccolta Checcucci e da decenni conservato gelosamente in collezione privata, questo capolavoro di Cabianca I marmi di Carrara Marina, tela datata 1861, è una straordinaria esemplificazione delle nuove ricerche sul vero. La mirabile unità stilistica dell'opera, il suo estremo rigore compositivo, danno luogo ad un'atmosfera come sospesa, ad un'aura metafisica dove l'umile quotidiano si carica di valori assoluti, ricreato nel magistrale equilibrio delle gamme cromatiche, acquisendo significati estetici di insolita bellezza nella metafora della luce. Paradigma della poetica macchiaiola, sia per quanto riguarda quel ricreare sulla natura un rapporto di colori puri ad ottenere l'effetto di "macchia" colto sul vero nel contrasto violento di luce e d'ombra, di chiaro e di scuro; sia per il soggetto scelto, in origine umile e quotidiano, scevro di significati letterari o pretesti narrativi; infine, per la ricostruzione sul vero di un nuovo paesaggio di natura, piuttosto che mentale. La struttura coloristica, così impostata nella resa di una luminosità abbagliante, ha per fulcro le geometrie dei blocchi di marmo, presenze quotidiane ma ad un tempo traslate, contro cui si stagliano, con naturalezza di movenze, abbreviate tuttavia per sintesi estreme, le figure dei pescatori dai toni ora scuri di ombre, ora accesi dalla vivida luce, silenti, evocative presenze che concorrono alla magia della composizione, anticipatrice di tante ricerche del nuovo secolo. Il dipinto, corredato da corposo curriculum espositivo e bibliografico, tra cui spicca, nel 1932, la presenza alla XVIII Biennale di Venezia, attesta come le innovative ricerche macchiaiole nel 1861 fossero già giunte a maturazione, seppure buona parte dei protagonisti si attardasse ancora, soprattutto per le Esposizioni, nella pittura di soggetto o di storia.

Andrea Baboni