Malga alpina con madre e bimba

Leonardo Bazzaro, Malga alpina con madre e bimba
Autore: 
Bazzaro, Leonardo (1853-1937)
Titolo: 
Malga alpina con madre e bimba
Altri titoli: 
Malga alpina
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1915 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
60 x 90
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: L. Bazzaro
Luogo di conservazione: 
Gallerie Maspes, Milano, Italia

Provenienza:

  • Milano, collezione privata.
  • Vendita, Finarte Casa d’Aste, Milano, asta 1039, 29 aprile 1998, lotto 249.
  • Cremona, collezione privata.

Mostre:

  • 2011, Milano, Galleria d’Arte Ambrosiana, Leonardo Bazzaro. Itinerario pittorico tra la Valle d’Aosta e la laguna veneta (1900-1930), s.n.
  • 2012, Milano, Galleria d’Arte Ambrosiana, La donna nella pittura italiana dell’800 - Tra ritratto e paesaggio, s.n.
  • 2014, Milano, Gallerie Maspes, Collezioni d’Autore, 24 ottobre - 21 dicembre, n. 2.

Bibliografia:

  • Una collezione di importanti arredi, dipinti antichi, del XIX e XX secolo da una dimora lombarda, catalogo della vendita all’asta, [Milano, Finarte Casa d’Aste], 29 aprile 1998, p. 124 ill.
  • G.L. Marini, Il valore dei dipinti dell’Ottocento e del primo Novecento XVI Edizione (1998-1999), Umberto Allemandi & C., Torino, 1998, p. 73 ill. (con il titolo Malga alpina).
  • F.L. Maspes – E. Savoia, Leonardo Bazzaro. Catalogo Ragionato delle Opere, Antiga Edizioni, Crocetta del Montello, 2011, n. 396, pp. 148 ill., 283, 285 ill.
  • Leonardo Bazzaro. Itinerario pittorico tra la Valle d’Aosta e la laguna veneta (1900-1930), catalogo della mostra, [Milano, Galleria d’Arte Ambrosiana], Grafiche Antiga, Crocetta del Montello, 2011, pp. 12-13 ill.
  • M. Raspa (scheda in), La donna nella pittura italiana dell’800 - Tra ritratto e paesaggio, catalogo della mostra, a cura di F.L. Maspes, [Milano, Galleria d’Arte Ambrosiana], Grafiche Antiga, Crocetta del Montello, 2012, pp. 26-27 ill.
  • M. Raspa, Regesto delle opere in mostra, in Pinacoteca 1 – Collezioni d’Autore 2014, catalogo della mostra, a cura di F.L. Maspes, [Milano, Gallerie Maspes], Milano, 2014, p. 77 ill.
  • E. Staudacher (scheda in), Pinacoteca 1 – Collezioni d’Autore 2014, catalogo della mostra, a cura di F.L. Maspes, [Milano, Gallerie Maspes], Milano, 2014, pp. 10-11 ill.

Note:

Nella sua lunga vita Leonardo Bazzaro ha dedicato ampio spazio alle vedute en plein air di paesaggi montani ambientati non solo in Valsassina, in Valle Intrasca e sul Mottarone, ma anche in Valle d’Aosta dove si reca fin dal 1887, anno in cui dipinge due opere che hanno come soggetto il Castello di Issogne, una delle quali gli vale l’ambito Premio Principe Umberto all’esposizione braidense. Non è quindi una novità che nella feconda produzione del pittore milanese siano presenti anche temi valdostani con una spiccata attenzione per le usanze e le tradizioni di quella valle.
È il caso per esempio di Costume di Cogne(1) esposto nel 1912 alla mostra annuale della Permanente di Milano e di Malga alpina qui presentata. Protagoniste in entrambi i dipinti una mamma e la sua bambina.
Mentre nel quadro della Permanente emerge un tratto pittorico ancora definito e pulito, maggiormente adatto a descrivere dettagli visivi che aiutano a cogliere anche legami affettivi, in Malga alpina il pittore mostra un segno più sciolto e alterna larghe spatolate di colore a piccoli colpi di pennello, elemento che porta a supporre una datazione seppur di poco, comunque successiva a Costume di Cogne, collocabile quindi intorno alla metà degli anni dieci.
Questo modo di dipingere non sempre lascia spazio alla ricercatezza dei particolari, che a volte sono infatti da intuire e quasi da immaginare, eppure il pittore riesce comunque a stupirci per la bravura nel realizzare delle nature morte. Si noti per esempio l’ampio recipiente in rame appoggiato sul prato vicino alle gallinelle che scorrazzano libere o il cavalot, il mobiletto in legno che sostiene il tombolo a cui sta lavorando la donna. Nonostante le mani rozze, grosse, sciupate dai lavori più umili, questa figura vestita con abiti che celano la sua femminilità, lavora abilmente alle dentelles, i merletti caratteristici di Cogne compiuti secondo gli insegnamenti tramandati dalla metà del Seicento dalle monache benedettine giunte dalla Francia. Con poche pennellate Bazzaro raffigura il movimento rotatorio del coessein, il cuscino imbottito con paglia e lana, mentre le dita della donna muovono i numerosi fuselli utilizzati per intrecciare i fili di lino. A pochi passi da lei, la bimba, ritratta in piedi, con il copricapo tradizionale arricchito da una coroncina di fiori, sembra si stia occupando di quei teli bianchi, - lenzuola e tovaglie su cui cucire i pizzi? - adagiati sulle vaste lastre di ardesia del tetto spiovente che degrada fin quasi a terra. Sullo sfondo del quadro si apre un suggestivo scorcio sulla vallata a cui il nostro occhio viene accompagnato seguendo il profilo della malga rustica disegnata lungo la diagonale del dipinto.


1 Maspes - Savoia, 2011, n. 367, pp. 144 ill., 278.

(fonte: Elisabetta Staudacher in Catalogo Collezioni d'Autore 2014, Gallerie Maspes, Milano)