Madonna

Francesco Hayez, Madonna
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
Madonna
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1869
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
60 x 52
Annotazioni: 
Firma e data in basso a sinistra: Franc.o Hayez / dipinse / 1869
Luogo di conservazione: 
Galleria dell’Accademia Tadini, Lovere (Bergamo), Italia
Acquisizione: 
Dono di Teresa Banzolini Storti, 1935
Inventario n.: 
865 (1995) | 03 00626939 (Catalogo Generale Beni Culturali)

Notizie storico-critiche:

La tela, insieme all'Autoritratto e all'Ecce Homo, rappresenta un dono di Francesco Hayez alla nipote Carlotta Martinolli, che aveva sposato Enrico Banzolini. Non si può prestar fede all'elenco manoscritto che fa risalire al 1829 la promessa di un primo dipinto - "Una Vergine, busto con le mani" per la nipote "Carlotta Bansolini": infatti, il fatto che la giovane sia individuata con il cognome assunto solo dopo le nozze impedisce considerare la data valida . Più pertinente il riferimento presente nella minuta di una lettera riferibile al luglio 1875 indirizzata a Giuseppina Negroni Prati, dove Hayez ammette la difficoltà a concludere "L'Ecce Homo ed una Vergine" che "dopo aver mancato per otto anni ho dato la mia parola di spedire a Lovere". Nelle successive versioni si fa riferimento genericamente ad "alcuni dipinti, come l'Ecce Homo ed un piccolo quadretto", o semplicemente del "puntiglio di mantenere la promessa che ho dato a mia nipote di fare avere il dipinto l'Ecce Homo pei primi del venturo Agosto". Sulla base di questa testimonianza vanno riferiti al 1867 circa l'avvio dei lavori o almeno la promessa delle tele, che forse potrebbe essere maturata nell'ambito di quel soggiorno a Lovere rievocato con nostalgia nel 1871. Questa cronologia precoce conviene in particolare alla già citata Vergine, firmata e datata (l'iscrizione "Franc.o Hayez / dipinse / 1869") e conclusa nel 1870, come testimonia lo stesso pittore in una lettera al nipote. La Madonna, rimasta a lungo in famiglia, fu donata all'Accademia Tadini solo nel 1935 da Teresa Banzolini Storti. E' ancora il caso di ricordare che nel 1956 Clelia Banzolini Plachesi, ultima erede della famiglia, fece dono all'Accademia di una serie di ritratti Banzolini tra i quali quelli di Marco e della moglie Luigia Damioli (P 579 e 580), di Volumnia (P 578), di Giovanni Battista e della moglie (P 581, P 583), di Clelia (P 582); una vecchia etichetta ha consentito di riconoscere nell'anziana figura in abiti vedovili Carlotta Martinolli (P 577).

M. Albertario

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)