Lungarno presso il ponte a Santa Trinita

Fontanesi, Lungarno presso il ponte a Santa Trinita
Autore: 
Fontanesi, Antonio (1818-1882)
Titolo: 
Lungarno presso il ponte a Santa Trinita
Altri titoli: 
Tramonto sull'Arno
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1866 - 1868)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
69 x 105
Luogo di conservazione: 
Galleria d’Arte Moderna, Palazzo Pitti, Firenze, Italia
Acquisizione: 
Acquistato per l'Accademia, 1867
Identificativo: 
09 00158766 [Codice ICCD]

Commento:

Presentato nel 1867 all'Esposizione della Società Promotrice di Belle Arti, fu acquistato per l'Accademia da dove è poi passato alla Galleria d'arte moderna di Palazzo Pitti. Era stato dipinto dall'artista durante il secondo soggiorno a Firenze, dove era giunto alla fine del 1866, interrompendo lo sfortunato soggiorno londinese, e dove si tratterrà fino al 1868. La trattazione da parte di Fontanesi di un tema quale la veduta dell'Arno e dei ponti, molto diffuso fino dalla metà del 700, sia tra gli artisti locali che tra quelli stranieri di passaggio per la città , non appare dettata dall'ossequio a quella tradizione; rispetto a quegli schemi compositivi il pittore adotta infatti un taglio più da impressione che da veduta, eliminando la simmetria dei palazzi sulla destra; mentre la scelta di una situazione temporale e paesistica quale il tramonto sul fiume, se da un lato gli offriva un ottimo campo di prova per la pittura a velature, che egli derivava dai paesisti inglesi, da Gainsborough a Constable, ammirati l'anno precedente a Londra, d'altro canto rispondeva alla sua disposizione prevalentemente lirica ed individualistica che come ricorda Cristiano Banti, lo spingeva ad isolare sul vero le note affini al suo temperamento per tradurle poi e svilupparle nella sua opera: da ciò quell'atmosfera particolare di sospensione musicale che in questo Tramonto sull'Arno sembra riassumersi nell'imbarcazione in primo piano - quasi una pausa -, un motivo comune anche ad alcuni paesaggi piemontesi degli anni '60, quali quelli di Giacinto Corsi, un pittore che non a caso si esprime molto positivamente nei confronti del Fontanesi. In occasione dell'esposizione nelle sale della Società Promotrice il quadro fu brevemente commentato da Diego Martelli, che così lo descriveva sulle pagine del Gazzettino: «il signor Fontanesi ha cercato la via della sensazione. Il colle all'Occidente indora delle sue splendide tinte un cielo fiorentino, ed una massa d'ombra avvolge il ponte Santa Trinita, le case, il fiume - in opposizione alla tinta uniforme che prende la terra, il fantastico contrasto di mille luci nel cielo - e dall'ode del vero diciamo che poche sono le tavolozze che possono come quella del signor Fontanesi fornire materia a tali ardue difficoltà a conseguir l'intento». Il breve commento di Diego Martelli acquista maggior interesse considerato il parallelo a quello espresso sui quadri che De Nittis esponeva nella stessa sala accanto a quello del Fontanesi: di fronte alla cordiale adesione alla pittura del giovane pittore pugliese, al quale Martelli riconosceva «un sentimento ingenuo dell'arte» che guidava a cogliere il giusto valore cromatico del paesaggio in situazioni differenti - le pianure pugliesi sotto il sole o i monti dell'Appennino nelle nebbie umide - il riconoscimento della padronanza dei mezzi e della sicurezza della riuscita che Martelli concede a Fontanesi appare molto più cauto e limitativo. Diverse le posizioni nei confronti dei due pittori di non completa comprensione che corsero tra il gruppo dei macchiaioli e il Fontanesi durante la breve permanenza di quest'ultimo Firenze; dove al caffè Michelangelo - secondo la testimonianza di M. Calderoni si stava affermando una generazione nuova «le cui preoccupazioni non avevano alcuna relazione con le sue»; e fu un articolo del Gazzettino, firmato proprio da Diego Martelli che ironizzava sulle richieste di Fontanesi per ottenere una cattedra di paesaggio che provocò la rottura definitiva (cfr. Gazzettino delle Arti del Disegno, Firenze 1867, ed anastatica a cura di G.M. Fortuna, Firenze, 1968, p. 218).

(fonte: Catalogo generale dei Beni culturali)