Laocoonte

Francesco Hayez, Laocoonte
Autore: 
Hayez, Francesco (1791-1882)
Titolo: 
Laocoonte
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1812)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
175 x 246
Luogo di conservazione: 
Accademia di Belle Arti di Brera, Milano, Italia
Acquisizione: 
1812
Inventario n.: 
1980, 207 | 03 00663458 (Catalogo Generale Beni Culturali)

Notizie storico-critiche:

L'opera venne eseguita per il Concorso di pittura del 1811 in cui vennero proclamati vincitori a pari merito all'Esposizione dell'anno seguente i giovani pittori Hayez e de Antoni scatenando l'ira del Cicognara. Il dipinto venne realizzato a Roma, probabilmente sotto la guida di Canova, ed è caratterizzato per l'impianto corale della scena diversamente dallo schema isolato della tipica rappresentazione del Laocoonte. Il gruppo centrale ricorda chiaramente l' "Ercole e Lica" del Canova per l'eroica posa del protagonista mentre il figlio in ginocchio sulla sinistra riprende un classico schema cinquecentesco. Benchè il dipinto venne giudicato "timidamente composto ed eseguito (...) con ridondanza di figure sui primi piani, e freddezza in esse di attitudine", venne lodato per la resa del panneggio, dei costumi, della testa del protagonista e dei serpenti. Esposto successivamente nelle sale della Pincoteca, la tela divenne un esempio per le successive generazioni di artisti.

(fonte: http://www.lombardiabeniculturali.it)


Il dipinto è entrato all’Accademia di Brera poiché inviato dallo stesso pittore come saggio del concorso di pittura bandito nel 1812 sul tema di “Laocoonte, figlio di Priamo e sacerdote di Apollo, vittima, coi figli, della vendetta di Minerva, per cui partirono due grossi serpenti da Tenedo per avvinghiarli a morte nelle loro spire”, concorso del quale l’opera di Hayez risultò vincitrice ex-aequo insieme a quella di Antonio De Antoni, un protetto di Andrea Appiani. Si trattava di un tema molto dibattuto nella letteratura artistica neoclassica ma che escludeva, in questo caso, la derivazione dal celebre gruppo scultoreo vaticano, allora a Parigi, poiché sarebbe stata una soluzione troppo scontata. Hayez, infatti, rinuncia all’isolamento eroico e plastico dei protagonisti del dramma, ossia Laocoonte e i due figli, scegliendo di inserirli, invece, in un ambiente scenografico di ampio respiro, abitato anche da altri personaggi che si muovono in un ritmo incalzante e corale sottolineando la dimensione collettiva e civile dell’evento. Il gruppo centrale rimane, comunque, quello più importante e sembra derivare da Domenichino e Poussin, aggiornati sui modi dell’inglese John Flaxman, oltre che dai marmi classici e dalla statuaria di Canova. Il grande scultore neoclassico Antonio Canova rappresentò una guida e fu un protettore influente per Hayez, soprattutto durante gli anni formativi trascorsi a Roma dal 1809 al 1817. L’eroica posa della figura del Laocoonte risulta senz’altro ispirata al gruppo canoviano dell’Ercole e Lica (1795-1815), così come il giovane che regge il toro riprende la posa del Pugilatore (Damosseno) vaticano.

(fonte: http://www.artedossier.it)

Mostre:

  • Canova, Hayez, Cicognara. L’ultima gloria di Venezia, Gallerie dell’Accademia, Campo della Carità, Venezia, 29 settembre 2017 - 2 aprile 2018.