Laguna veneta

Guglielmo Ciardi, Laguna veneta
Autore: 
Ciardi, Guglielmo (1842-1917)
Titolo: 
Laguna veneta
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1885 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
50 x 100,5
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: CIARDI
Luogo di conservazione: 
Gallerie Maspes, Milano, Italia

Provenienza:

  • Collezione privata, Amsterdam.

Mostre:

  • Collezioni d'autore, Milano, Gallerie Maspes, 24 ottobre - 21 dicembre 2014, n. 6.

Bibliografia:

  • M. Raspa, Regesto delle opere in mostra, in Pinacoteca 1 – Collezioni d’Autore 2014, catalogo della mostra, a cura di F.L. Maspes, [Milano, Gallerie Maspes], Milano, 2014, p. 80 illustrato.
  • E. Staudacher (scheda in), Pinacoteca 1 – Collezioni d’Autore 2014, catalogo della mostra, a cura di F.L. Maspes, [Milano, Gallerie Maspes], Milano, 2014, pp. 24-25 illustrato.

Note:

Alcuni dipinti di Guglielmo Ciardi, ambientati nell’azzurro infinito della laguna, luogo di fonte ispiratrice inesauribile per il pittore veneziano, sono episodi di un racconto di cui scopriamo il seguito semplicemente spostando lo sguardo da una tela all’altra. Questa veduta, ad esempio, sembra narrare un frammento della vita di un pescatore che un tempo, da bambino, giocava a riva con conchiglie e sassolini sognando, un giorno, di salire su una barca per andare a pesca (Veduta sulla Laguna, 1875 circa). Qualche anno più tardi lo ritroviamo nella Laguna al mattino (già collezione Pospisil, Vienna) mentre si fa trasportare su un’imbarcazione da un anziano pescatore. Pantaloni blu, camicia bianca e cappellino rosso, il cogolo a prua per raccogliere i pesci, eccolo ora da solo, in piedi, la pipa in bocca, gli occhi rivolti all’orizzonte, impegnato a remare sulla sua piccola barca di legno. Dopo essersi esercitato a pescare vicino a riva, (Pesca nella lagunaGiovane pescatore in laguna, dei primi anni ottanta) è finalmente pronto per la conquista della laguna in compagnia dei gabbiani, macchie di bianco che planano sullo specchio d’acqua giocando a nascondino con il riflesso delle nuvole. Il silenzio è rotto dal rumore dei remi che spezzano l’immobilità quasi irreale del mare lagunare.

In questo dipinto, collocabile intorno al 1885, dopo l’esperienza della macchia e quella degli effetti impressionistici sperimentata nel decennio precedente, il pittore torna al disegno reinterpretandolo in chiave moderna. L’opera è costruita per fasce orizzontali dove trovano spazio cielo e acqua. La barca taglia la tela in obliquo andando incontro all’altra diagonale tracciata dai pali di legno che emergono dal mare rincorrendosi all’infinito. Il cielo è mosso dalle nuvole somiglianti a una cascata di piccole e leggere palle di neve che acquisiscono maggiore consistenza man mano si avvicinano al contatto con l’acqua. Il nostro occhio si perde nell’orizzonte, una scia unica e sottile dai toni indefiniti e cangianti, interrotta dall’ocra di una vela.

Nella produzione di Ciardi della prima metà degli anni ottanta notiamo un susseguirsi di vedute venete con titoli ispirati alla calma e alla quiete: egli è sicuramente un maestro indiscusso nell’infondere queste sensazioni con opere dalle calde tonalità molto apprezzate sia in Italia che all’estero. Anche questo quadro, rimasto fino ad oggi inedito, è probabile che sia passato da un’esposizione internazionale prima di essere stato acquistato da un estimatore olandese, tuttavia l’assenza degli elementi principali riguardanti la storia del dipinto non ha consentito, per ora, di effettuarne una precisa identificazione.

(fonte: Elisabetta Staudacher in Catalogo Collezioni d'Autore 2014, Gallerie Maspes, Milano)