Lago di Garda

Ulvi Liegi, Lago di Garda
Autore: 
Ulvi Liegi (1858-1939)
Titolo: 
Lago di Garda
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1914)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
35 x 50
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra. Ulvi Liegi
Luogo di conservazione: 
Arcipretura di S. Maria del Soccorso, Livorno, Italia

Commento:

L'opera, con cornice modanata, in legno dorato, rappresenta uno scorcio del Lago di Garda. In primo piano è raffigurato un tratto di costa bassa e frastagliata. Il taglio orizzontale da un gruppo di cinque alberi e da uno isolato in secondo piano, dove il lago forma un'ampia ansa. Al di sotto del primo albero è abbozzata una figura a sedere intenta a dipingere con un cappello in testa. A sinistra, lo specchio d'acqua è attraversato da una barca con due vele arancioni. Sullo sfondo è abbozzato un paese mentre le alte montagne profilate di azzurro chiudono il limitato orizzonte del paesaggio lacustre. Il dipinto, eseguito con tipica colorazione vivace e luminosa, appartiene al periodo in cui l'artista, in seguito a viaggi e soggiorni a Parigi, risentì maggiormente della pittura impressionista francese. L'opera risale al 1914 dopo il periodo in cui Ulvi Liegi aveva intrapreso frequenti viaggi in zone di montagna. Nel 1906, infatti l'artista attraversò una grave crisi causata dalla fine del proprio matrimonio. La tavolozza si è ormai assestata sui toni chiari tuttavia trattenuti ancora all'interno dei forti contorni. La pennellata definisce segni grafici diversi: si sminuzza in primo piano, si stende sul lago, si rapprende sulle montagne. Se non mancassero totalmente prove a sostegno, potremmo ipotizzare uno scambio d'idee, un'amicizia o una semplice visita in studio dal pittore milanese Arturo Tosi. Il motivo del lago, infatti - nel suo caso si tratta del lago d'Iseo - è uno dei più ricorrenti nella vastissima produzione del celebre artista lombardo. In particolare il taglio in diagonale della costa, che occupa metà della tavola, rammenta proprio gli scorci di Tosi. A distinguere le due perso nalità sopraggiunge la gamma tonale che in Ulvi Liegi è di tradizione marcatamente macchiaiola.

(fonte: museiditalia - CulturaItalia)