La vignaiola di Montreux

Courbet, La vignaiola di Montreux.jpg
Autore: 
Courbet, Gustave (1819-1877)
Titolo: 
La vignaiola di Montreux
Altri titoli: 
La vigneronne de Montreux
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1874)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
100 x 81,5
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: G. Courbet.
Luogo di conservazione: 
Musée cantonal des Beaux Arts, Lausanne, Suisse
Acquisizione: 
1935
Identificativo: 
664

Commento:

L'esilio a la Tour-de-Peilz essenzialmente ispira Courbet a una pittura paesaggio. Eppure l'artista non rinuncia completamente alla figura umana. Riallacciandosi alla tradizione dei ritratti in costume dei piccoli maestri svizzeri, egli rappresenta qui una ragazza in costume valdese con, sullo sfondo, il Dent-de-Jaman e il Rochers-de-Nayes.
Il quadro mostra la modella di profilo, il sarchiellino sulla spalla, una gerla dietro e il contenitore di rame con la colazione in mano. Il corpetto nero è coerente con la moda dell'epoca, mentre la camicetta e il grembiule sono elementi che si trovano anche in altre zone rurali. L'unico elemento autenticamente locale di questo costume è il cappello a "borne".
Con questo soggetto folcloristico, Courbet spera di suscitare curiosità a Parigi. Ma le sue speranze saranno deluse. Il suo amico Étienne Baudy restituisce la tela consigliando di trovare un acquirente in Svizzera: «... vi restituisco La vignaiola di Montreux, preferisco che sia a casa da voi piuttosto che a Parigi, dove i costumi svizzeri non sono assolutamente in voga. Mi sono seccato di sentire: è un peccato che sia della Svizzera.» Il dipinto non troverà un amatore in Svizzera dal momento che compare nell'inventario della successione del pittore.
Il lavoro, tuttavia, non manca di interesse. La posa della modella, così come la sua monumentalità – testimone la centralità della manica bianca, un vero e proprio pezzo di pittura ancor prima di essere la trascrizione di un tessuto – trascendono ogni velleità di pittoresco. Il sarchiellino, in cui si riflette la montagna, che a sua volta accoglie il disegno dell'ombra dell'utensile, tesse un legame inedito tra la realtà della figura e l'artificialità di una decorazione che evoca le carte da parati degli studi fotografici.

Bibliografia:

  • Jörg Zutter (dir.), in collaborazione con Petra ten-Doesschate Chu, Courbet. Artiste et promoteur de son œuvre, catalogo della mostra Losanna, Musée cantonal des Beaux-Arts, 1998.
  • Pierre Chessex, Courbet et la Suisse, catalogo della mostra Château de La Tour-de-Peilz, 1982.
  • Robert Fernier, La Vie et l'Oeuvre de Gustave Courbet. Catalogue raisonné, 2 vol., Losanna e Parigi, 1977-1978.

(fonte: Musée cantonal des Beaux Arts di Losanna)