La venditrice siciliana di arance

Vito D'Ancona, La venditrice siciliana di arance
Autore: 
D’Ancona, Vito (1825-1884)
Titolo: 
La venditrice siciliana di arance
Altri titoli: 
Marchande d’oranges; costume sicilien
The Sicilian orange seller
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1870
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
73,5 x 60
Annotazioni: 
Firma e data al centro a destra: V D ANCONA / 1870
Sul retro reca cartiglio manoscritto: The Sicilian (…)nge /Seller by V. D’Ancona/£ 50/Care of S. De Tivoli/58 Gt. Russel St./Bloomsbury
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Explication des ouvrages de peinture et dessins, sculpture, architecture et gravure, des artistes vivans Exsposé au Palais des Champs-Elysées le 1er Mai 1870, Charles de Mourgues fréres, successeurs de Vinchon, Parigi 1870.
  • 5th Winter Exhibition of Cabinet Pictures in Oil, Dudley Gallery, Londra, 1871.
  • Glasgow, Royal Glasgow Institute of Fine Arts, 1873.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 6.

Bibliografia:

  • Explication des ouvrages de peinture et dessins, sculpture, architecture et gravure, des artistes vivans Exsposé au Palais des Champs-Elysées le 1er Mai 1870, Charles de Mourgues fréres, successeurs de Vinchon, Parigi 1870, num. 710, pag. 92 (Marchande d’oranges; costume sicilien).
  • 5th Winter Exhibition of Cabinet Pictures in Oil, Dudley Gallery, Londra, 1871, num. 50 (The Sicilian Orange Seller, £ 80).
  • Royal Glasgow Institute of Fine Arts, 1873, num. 412 (The Sicilian Orange Seller, £ 50).
  • R. Billbliff, The Royal Glasgow Institute of the Fine Arts, 1861-1989. A Dictionary of Exhibitors at the Annual Exhibitions, Glasgow 1946, vol. I, ad vocem.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Eseguita durante il suo temporaneo trasferimento a Parigi, dove si trovava dal 1865, e certamente compiuta entro il maggio 1870, quando fu esposta al Salon parigino con il titolo Marchande d’oranges; costume sicilien [1], l’opera s’inserisce nel repertorio di immagini femminili, mondane o popolari, cui Vito D’Ancona si dedicò per tutta la sua vita. A figura intera o a mezzo busto, in pose classiche o disinvolte, avvolte ora in un’atmosfera di pacata intimità, ora da un alone di raffinatezza sensuale. Il tema, ispirato ai soggetti di genere in costume, nelle preferenze della committenza e del mecenatismo ottocentesco segna il recupero della curiosità illuministica diffusa in tutta Europa e confluita all’interno di una consolidata tradizione letteraria e illustrativa che portò a un rinnovato interesse per l’inedito, il pittoresco, l’esotico.
La figura, a mezzo busto e di tre quarti, è isolata al centro della tela. Il taglio frontale e ravvicinato, la purezza disegnativa e l’ambientazione immersa in uno spazio scuro e indefinito, rinviano alle prime esperienze di matrice accademica del pittore pesarese. In particolare ad alcune opere giovanili [2], esito di una profonda meditazione sui modelli antichi studiati a fianco di Giuseppe Bezzuoli e di Samuele Jesi e ora riletti con accenti di introspezione finissima propri del realismo moderno. L’attenzione psicologica per il soggetto e l’interesse per il linguaggio narrativo di ambito seicentesco saranno caratteri costanti in tutte le varianti sul tema [3]. Sembra riecheggiare la “dimensione teatrale, e perciò fisica e figurativa” delle gestualità della pittura fiorentina di quel secolo il cesto di arance, posto in piena luce sul primo piano e parzialmente fuoriuscente dalla scena, quasi un pretesto per introdurre la figura della giovane venditrice siciliana, colta in posa rilassata ma pienamente meditata [4]. Mentre l’eleganza della stesura pittorica, che accosta ai sottili tocchi di luce sui ricami della veste bianca i variabilissimi effetti luminosi sulle sontuose sete e sui damaschi orientali intrecciati al costume popolare della figura, rievoca l’interesse per la “luce chiusa, profonda” di antica tradizione fiamminga, studiata a lungo dall’artista prima a Firenze, poi nei grandi musei francesi [5]. La preziosità pittorica dell’insieme, con improvvise accensioni cromatiche di rossi, blu e ocra anche se saldamente modulati nel registro tonale di tradizione macchiaiola, mostra quanto la pittura di D’Ancona sia improntata dalla sensualità della tradizione pittorica veneta approfondita durante il soggiorno a Venezia, nel 1856, da cui derivò la sua inconfondibile maniera di esecuzione “larga” e “grandiosa” [6].
La commistione di naturalezza e classicismo, cui corrispondono ideali estetici e umani, e il carattere psicologico moderno quasi indecifrabile che traspare dal volto, penetrato da un’incerta espressione di ironia nel sorriso e da un senso di velata malinconia nello sguardo, sembrano pure improntarsi alla ritrattistica tarda di Ingres. Per questi connotati e la sua data di esecuzione, prossima alla breccia di porta Pia che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia, questa Marchande d’oranges potrebbe rinviare a quel difficile sentimento di unificazione nazionale, culturale prima ancora che politica, propagandato dall’ideologia risorgimentale che vedeva nel senso di appartenenza alla nazione l’orgoglio e l’identità di un popolo (Mazzini [1841] 1915). Per contro, nell’immaginario del Grand Tour si stava affermando proprio il suo carattere più popolare e esotico: “È assai strano che, persino i più piccoli paesi, in Italia si differenzino tanto l’uno dall’altro sia nel costume che nel carattere e nel modo di vestire, come delle piccole repubbliche. Così ogni cittadina costruita sia sui monti che lungo il mare, forma un popolo a sé” [7].
L’opera ha una importante storia espositiva. Dopo il Salon del 1870 – dove la partecipazione di D’Ancona è attestata con orgoglio da un articolo dell’amico Diego Martelli inviato da Parigi al periodico fiorentino “Rivista Europea” [8] - nel 1871 venne presentata all’“esposizioni d’inverno di Piccadilly”, precisamente alla Dudley Gallery, come ricorda in una lettera lo stesso D’Ancona [9]. Ancora nel 1873 venne esposta a Glasgow, sempre attraverso la mediazione dell’amico Serafino De Tivoli residente a Londra, al Royal Institute of the Fine Arts, di recente fondazione [10].
Durante il suo breve soggiorno londinese, tra l’inverno 1870 e i primi mesi dell’anno successivo, D’Ancona realizzò a quattro mani, insieme a De Tivoli, altre due versioni del soggetto, di evidente fascino per il mercato internazionale. La prima fu acquistata da Alexandre Dumas, figlio dell’omonimo scrittore, mentre la seconda fu venduta tramite la mediazione di un certo Merton [11].


1 Explication des ouvrages de peinture et dessins, sculpture, architecture et gravure, des artistes vivans Exsposé au Palais des Champs-Elysées le 1er Mai 1870, Charles de Mourgues fréres, successeurs de Vinchon, Parigi, 1870, p. 92, n. 710.

2 I. Ciseri, Vito D’Ancona, Edizioni del Soncino, Soncino, 1996, pp. 36-37, 102-103, nn. 1 e 34.

3 I. Ciseri cit., p. 23, nn. 11-14, 31, tavv. 28-30; F. Marini, Il recupero dei grandi del passato in alcune opere di Vito D’Ancona, in Vito D’Ancona. La pittura storica, a cura di T. Panconi, V. Gavioli e F. Marini, Pacini Editore, Pisa, 2001, pp. 26-36.

4 M. Gregori, Tradizione e novità nella genesi della pittura fiorentina del Seicento, in Il Seicento fiorentino. Arte a Firenze da Ferdinando I a Cosimo III. Pittura, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 21 dicembre 1986 - 4 maggio 1987) a cura di G. Guidi e D. Marcucci, I, Cantini, Firenze, 1986, p. 25.

5 E. Cecchi, Vito D’Ancona, in “Bollettino d’Arte del Ministero della Pubblica Istruzione”, VI, 1927, pp. 219-304, p. 298.

6 T. Signorini, Vito D’Ancona, in “Il Fieramosca”, 18 gennaio 1884.

7 F. Gregorovius, Passeggiate Romane, Franco Spinosi Editore, Roma, 1965, p. 371.

8 P. Dini, Diego Martelli e gli impressionisti, Il Torchio, Firenze, 1979, pp. 89-95.

9 I. Ciseri cit. p. 26; 5th Winter Exhibition of Cabinet Pictures in Oil, Londra, Dudley Gallery, London 1871, n. 50.

10 Royal Glasgow Institute of Fine Arts, 1873, n. 412.

11 I. Ciseri cit. pp. 25-27.

(fonte: Stella Seitun - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)