La spiaggia di Etretat

Govanni Boldini, La spiaggia di Etretat
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
La spiaggia di Etretat
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1878 circa)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tavola
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
13,7 x 23,6
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Boldini
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Mrs. Reginald Fellows, Londra.
  • Vendita, Christie’s, London, 21 novembre 1996, lotto 284.
  • Collezione privata.

Mostre:

  • Boldini. Lo spettacolo della modernità, Musei di San Domenico, Forlì, 1 febbraio - 14 giugno 2015.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 13.

Bibliografia:

  • 19th Century Continental Pictures, Watercolours and Master Drawings, Christie’s, Londra, 21 Novembre 1996, num. 284, pagg. 282, 283.
  • AA.VV., Ottocento. Catalogo dell’arte italiana dell’Ottocento, numero 28, Milano 1999, pag. 81.
  • T. Panconi, Giovanni Boldini. L’opera completa, Firenze, 2002, pag. 175.
  • P. Dini, F. Dini, Giovanni Boldini 1842- 1931. Catalogo ragionato, Torino, 2002, vol. III, num. 306, pag. 175.
  • F. Dini e F. Mazzocca, Boldini. Lo spettacolo della modernità, Milano, 2015, num. 155, pagg. 214-215.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Giunto a Parigi nel 1871, dopo la prima formazione ferrarese e i fondamentali soggiorni a Firenze e Londra, Boldini si lega all’influente mercante d’arte Adolphe Goupil. Pur non avendo con lui un contratto di esclusiva, l’artista riesce ben presto a raggiungere una certa notorietà principalmente grazie all’aiuto della sua modella e amante Berthe, specializzandosi in soggetti à la mode, ispirati in larga parte alle opere di Ernest Meissonier e Mariano Fortuny, allora molto in voga non solo nella capitale francese. Nel corso degli anni Settanta, in parallelo a questa produzione più ricercata, l’autore decide di cimentarsi, per breve tempo, anche nella pittura di paesaggio, probabilmente influenzato dalle opere della scuola di Barbizon e degli impressionisti. Esempi delle sperimentazioni compiute da Boldini sono le vedute di Combes-La-Ville, piccolo paese vicino a Parigi, e le numerose raffigurazioni di lavandaie lungo la Senna, tutte costruite su decise linee diagonali.
Tra il 1878 e il 1879 datano due soggiorni del pittore in Normandia presso Etretat, località marittima da tempo meta privilegiata di vari artisti, tra cui Delacroix, Courbet e Monet, attratti e affascinati dalle chiare scogliere modellate in forme suggestive dalla onde che si infrangono impetuose sulla costa. Alla sassosa spiaggia del pittoresco villaggio normanno Boldini dedica un piccolo nucleo di opere, tutte di dimensioni contenute e caratterizzate dalla presenza di barche multicolori e rudi pescatori, colti quasi in un’istantanea mentre svolgono le proprie mansioni quotidiane. In La spiaggia di Etretat vengono raffigurate due imbarcazioni dalle larghe vele, lasciate in secca dalla bassa marea, e un gruppo di uomini di ritorno dal mare, intenti a riempire con il pescato alcune grandi ceste di vimini. In primo piano sulla sinistra giocano alcuni bambini che hanno abbandonato tutt’intorno in modo disordinato i propri vestiti: le scarpe, un calzino celeste a righe, un cappellino di paglia. I tratti indefiniti e i tocchi veloci con i quali vengono delineati creano un effetto di indeterminatezza e di dinamismo, tipico delle opere dell’artista e soprattutto dei lavori degli anni successivi. Sullo sfondo si intravede un gruppo di case dai caratteristici tetti nordici a più spioventi e la collina verde smeraldo ricoperta di vegetazione. Il punto di vista ribassato, quasi grandangolare, lascia ampio spazio al cielo blu cristallino, solcato dalle grandi e vaporose nuvole bianche che tanto incantavano l’artista, e mette in evidenza i ciottoli dalle variopinte sfumature arrotondati dalle mareggiate.
L’opera presenta più di un’affinità, tanto da poterne essere il pendant, con il coevo quadro Il ritorno dei pescherecci, Etretat, oggi conservato presso lo Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown, che sembra raffigurare idealmente lo stesso gruppo brulicante di navi e di pescatori visto però dalla prospettiva opposta, tenendo il paese alle spalle e guardando verso la scogliera ben identificabile dalla peculiare forma ad arco.

(fonte: Giuditta Lojacono - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)