La rotta

Alberto Pasini, La rotta
Alberto Pasini, La rotta [dettaglio]
Autore: 
Pasini, Alberto (1826-1899)
Titolo: 
La rotta
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
1884
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
80 x 120
Annotazioni: 
Firma e data in basso a destra: A. Pasini 1884
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • New York, Blakeslee Collection (venduto nel 1893).

Mostre:

  • Pasini, Galerie Boussod & Valadon, Parigi, 1886.
  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 31.

Bibliografia:

  • Paul de Katow, L’Exposition des etudes de Venise par Pasini, Parigi, 8 Marzo 1886, num. 2302.
  • L’Illustrazione Popolare per le Famiglie, 1889, pp. 456-7.
  • J. Copeau, L’Orient de Pasini, Parigi, 1911, p. 16.
  • Vittoria B. Cardoso, Pasini, Genova, 1991, num. 753, pagg. 350-351.
  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

L’orientalismo nacque intorno alla seconda metà dell’ottocento prevalentemente nei paesi colonialisti, primo fra tutti la Francia in cui i maggiori esponenti furono Eugène Delacroix, Théodore Chasseriau e Eugène Fromentin, ma ebbe rilevanti interpreti anche nel resto d’Europa, quali, per esempio, Mariano Y Fortuny in Spagna, Leopold Carl Muller in Austria e Brulow in Russia. Diffusosi come un fenomeno culturale complesso ed articolato, coinvolse non solo le diverse espressioni artistiche ma anche la moda e il costume.
A fianco dell’Oriente “immaginato”, trasposto sulla tela grazie alle suggestioni provenienti dalla letteratura, dall’abbigliamento e dagli oggetti di arredamento, una parte della produzione di opere orientaliste nacque dall’ispirazione dei “pittori viaggiatori” che vissero direttamente i luoghi e le situazioni da essi rappresentati, conosciuti in occasione di viaggi, spesso affrontati a seguito di spedizioni diplomatiche o scientifiche, che talvolta si prolungavano per diversi anni.
Alberto Pasini, tra i più importanti pittori orientalisti italiani, conosciuto e ricercato anche dal mercato internazionale, consacrò quasi tutta la sua carriera a questa corrente. Il suo primo viaggio risale al 1855, intrapreso su incoraggiamento di Thèodore Chasserriau; a seguito di una spedizione diplomatica, il pittore di Busseto partì per la Persia, visitando l’Egitto, il Mar Rosso e il Golfo Persico. Negli anni successivi si sarebbero succedute diverse altre partenze alla volta dell’Oriente che costituirono l’ispirazione per la sua produzione imperniata sulle raffigurazioni delle piazze, delle moschee, dei mercati, delle fontane, dei cavalli e dei cavalieri in sella ai loro destrieri, opere caratterizzate da colori smaltati e brillanti, che restituiscono atmosfere sature di luce.
Carica di cavalieri - La rotta, tela esposta nel 1884 alla Galerie Boussod & Valadon di Parigi, risulta di suggestivo impatto e fortemente scenografica nel suo impianto compositivo.
Il primo piano si sofferma sulla resa minuziosa dell’arida vegetazione e introduce lo sguardo dello spettatore ad una corsa sfrenata di cavalli lanciati al galoppo. Pasini riesce a rendere palpabile l’atmosfera concitata, dominata da tensione e paura: i volti dei personaggi quasi trasfigurati, l’espressione interrogativa di colui che si volta per controllare l’avanzare degli altri cavalieri, la cui presenza è solo accennata sullo sfondo, e quella forte e decisa di chi sembra incitare alla corsa, i muscoli in tensione dei destrieri, colti nel loro precipitoso incedere senza più ordine, quasi in un vortice su cui la sabbia sollevata dagli zoccoli offusca la vista dell’orizzonte, dimostrano la capacità narrativa dell’artista unita a quella descrittiva nella resa precisa e puntuale, a punta di pennello, dei costumi e delle armi.
Al di là della mischia, la vasta campitura del cielo, verso cui si innalzano polvere e fumo, regala un ampio respiro all’intera composizione, suggerendo l’immensa distesa desertica in cui la scena è ambientata.
L’orchestrazione sapiente ed armonica delle diverse tonalità cromatiche, dalle tinte calde agli accenti brillanti, sono modulate con una magistrale abilità e notevole sensibilità che costituiscono peculiarità del linguaggio artistico di Pasini.

(fonte: Dunia Grandi - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)