La Riva degli Schiavoni a Venezia

Fragiacomo, La Riva degli Schiavoni a Venezia.png
Autore: 
Fragiacomo, Pietro (1856-1922)
Titolo: 
La Riva degli Schiavoni a Venezia
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1890-1899)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
71 x 130
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: P. Fragiacomo
Sul verso, sul telaio, in alto a sinistra etichetta a stampa, parzialmente illeggibile: Galleria d’Arte Fogliato
Luogo di conservazione: 
Fondazione Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde / Palazzo Melzi d’Eril, Milano, Italia
Acquisizione: 
Acquisto sul mercato dell'arte, 1986
Identificativo: 
AH01531AFC

Provenienza:

  • Galleria d’Arte Fogliato di Torino
  • Vendita, Finarte, Milano, asta 559, 28 ottobre 1986.

Bibliografia:

  • Dipinti del XIX secolo, Asta 559, Finarte, Milano, 1986.
  • Paolo Campopiano, Pietro Fragiacomo. Poeta lagunare, Edizione dei Soncino, Soncino, s. d. [1996], tav. n. 6, p. 52 (datato 1883-1884).
  • Isabella Reale, in Davide Dotti, a cura di, Lo Splendore di Venezia. Canaletto, Bellotto, Guardi e i vedutisti dell’Ottocento, catalogo della mostra, Brescia, palazzo Martinengo Cesaresco, 23 gennaio - 12 giugno 2016, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2016, n. 64, pp. 196-197 (opera non esposta).

Commento:

Transitata presso la Galleria d’Arte Fogliato di Torino, come attesta un’etichetta parzialmente illeggibile apposta sul telaio, l’opera è entrata in Collezione nel 1986 per acquisto sul mercato antiquario milanese.
Fragiacomo inquadra con una prospettiva leggermente rialzata una delle vedute più caratteristiche di Venezia: l’occhio trascorre dal primo piano con la Riva degli Schiavoni verso gli edifici monumentali – Palazzo Ducale, le colonne di San Marco, la Libreria Marciana – spingendosi fino al profilo dell’isolotto di San Giorgio che sfuma in lontananza. La visione monumentale della città è lasciata in secondo piano, mentre l’attenzione si concentra sul via vai quotidiano dei passanti e sugli attracchi delle barche a vela e dei primi vapori che dal 1881 garantivano il collegamento tra Venezia e le isole. Un’atmosfera argentata avvolge la scena, percorsa dal chiarore diffuso che segue la pioggia: ne deriva un gioco di riflessi e di riverberi di luce sulla pavimentazione bagnata, sull’acqua calma della laguna, nel cielo ancora velato di nuvole. L’artista si soffermerà nuovamente a indagare questa particolare condizione atmosferica nella Piazza di San Marco dopo la pioggia (Venezia, Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Ca’ Pesaro) presentata alla III Esposizione Internazionale d’Arte della Città di Venezia del 1899, nella quale le architetture si smaterializzano in un pulviscolo dorato che ricorda le coeve esperienze divisioniste.
Una prima ipotesi critica ha assegnato il dipinto all’attività giovanile dell’artista, collocandone l’esecuzione tra il 1883 e il 1884, in prossimità di una seconda versione dello stesso soggetto, datata 1885, presentata alla Biennale di Venezia del 1924 (n. 91). A questi anni risale l’allontanamento di Fragiacomo dalla suggestione della pittura di genere di  Giacomo Favretto, verso una nuova interpretazione del paesaggio di grande valore emozionale che giungerà a esiti prossimi al simbolismo sul finire del secolo e negli anni seguenti.
Recentemente Isabella Reale ha correttamente riferito Riva degli Schiavoni in Collezione all’ultimo decennio dell’Ottocento, una datazione confermata sia dalla presenza all’estrema destra della scena del monumento bronzeo a Vittorio Emanuele II, inaugurato il primo maggio 1887, sia dalla tecnica pittorica abbreviata, risolta con tocchi di colore più corposi sovrapposti a velature trasparenti per ottenere suggestivi effetti di luce. In questo periodo il pittore prosegue le proprie ricerche dal vero, talvolta fermando le vedute di Venezia in rapidi appunti, come Palazzo Corner Spinelli sul Canal Grande (1895) e la Laguna in Collezione, in altri casi realizzando opere di grande formato con le quali partecipa alle rassegne espositive dell’epoca. All’Esposizione Triennale di Brera del 1891 figurano D’inverno (1890, Roma, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) e Pace, quest’ultimo si aggiudica il Premio Principe Umberto segnando l’avvio della fortuna espositiva dell’artista che riporta un grande successo all’Esposizione nazionale di Roma nel 1893 e a quella di Vienna nel 1894 con La campana della sera (Trieste, Museo Revoltella), fino ad ottenere negli anni immediatamente successivi il suo completo riconoscimento presso le principali rassegne internazionali.

(fonte: Elena Lissoni in www.artgate-cariplo.it)