La raccolta delle olive

Plinio Nomellini, La raccolta delle olive
Autore: 
Nomellini, Plinio (1886-1943)
Titolo: 
La raccolta delle olive
Periodo: 
XX secolo
Datazione: 
non datato (1915 -1920)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
100 x 80
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: P. Nomellini
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Mostre:

  • Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, Enrico • Gallerie d'Arte, Firenze, Palazzo Corsini, 26 Settembre - 4 Ottobre 2015 | Milano, 9 Ottobre - 19 Dicembre 2015, num. 45.

Bibliografia:

  • Angelo Enrico (a cura di), Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800, catalogo della mostra, Enrico • Gallerie d'Arte 2015.

Note:

Nomellini aveva già raffigurato il soggetto dell’olivo nel 1901 in L’inno all’olivo, illustrazione pubblicata su La riviera Ligure e, negli anni immediatamente successivi, in una serie di manifesti pubblicitari, di sapore liberty, finalizzati a promuovere l’Olio Sasso.
La tela in questione è collocabile cronologicamente intorno al 1915 - ’20, periodo in cui l’artista porta alla massima espressione con la tecnica divisa il filone naturalista che aveva cominciato a coltivare maggiormente dopo il trasferimento da Genova a Torre del Lago.
L’opera dimostra la forza e l’esuberanza del suo divisionismo, risolto sempre con un approccio del tutto personale, dettato da un forte impeto istintivo, sempre pronto ad assecondare la sua ispirazione. Nonostante le figure siano collocate in primo piano, l’attenzione dello spettatore è subito catturata dalla fitta vegetazione che domina la scena, escludendo la visuale del cielo e suggerendo, anzi, continuare, lussureggiante, al di là della composizione stessa.
Il fitto intricarsi di rami d’ulivo è rappresentato con sciolte pennellate che tradiscono la velocità di esecuzione, regalando così un effetto “impressionato”, di una miriade di toni vivaci e squillanti che, accostati tra loro determinano un sonoro tripudio di colori. Gli effetti di brillantezza sono tali che la presenza umana sembra essere privata della sua corporeità, ridotta quasi ad una sorta di semplice figurina, totalmente assorbita e facente parte integrante dell’atmosfera permeata di viva luce.

(fonte: Dunia Grandi - Scheda nel catalogo della mostra Dai Macchiaioli ai Divisionisti. Grandi Protagonisti nella Pittura Italiana dell’800)