La culla

Tommasi Angiolo, La culla.jpg
Autore: 
Tommasi, Angiolo (1858-1923)
Titolo: 
La culla
Altri titoli: 
Paesggio
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1882)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
38 x 63
Annotazioni: 
Firma in basso a destra: Angiolo Tommasi
Luogo di conservazione: 
Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno, Italia
Acquisizione: 
1957
Identificativo: 
Mun.Li 737 (1957)

Commento:

Dipinto a olio su tela raffigurante una culla, una balia e un bambino e un cane su un ampia terrazza, sullo sfondo di un paesaggio collinare. Il quadro appartiene al gruppo di opere realizzate dall'artista a Bellariva, presso Firenze, nell'ultimo decennio del secolo scorso, sotto il diretto influsso di Silvestro Lega. Fu questa stagione creativa la più felice de ll'intera attività di Angiolo Tommasi, pittore in bilico tra le suggestioni impressioniste del tardo Lega e il verismo ottico di Signorini, incapace , tuttavia, di portare alle estreme conseguenze uno di questi due indirizzi. La conferma di questo sodalizio è nello stesso soggetto, che ripete esattamente un lato del celebre 'Cofanetto Tommasi' (1882), quello dal titolo 'La culla' (I Macchiaoli 1976, n. 240) raffigurante la terrazza della casa Tommasi a Bellariva e Ugo Tommasi con la nonna. Identici sono lo scorcio di paesaggio, la sedia posta di taglio, la culla azzurro-viola e la copertina patchwork. Cambia, invece, l'occasione descritta: alla veglia dell'anziana nonna, si sostituiscono nel quadro le amorevoli cure della giovane balia. Il titolo con cui il quadro era stato assunto nell'inventario del Museo, 'Paesaggio', assai generico, non rende conto del tema principale dell'opera. Nel 1994, in occasione del trasferimento del Museo da Villa Fabbricotti a Villa Mimbelli e del nuovo ordinamento si è stabilito di modificarlo in 'La culla'. La decisione è oggi convalidata dal persuasivo confronto con l'opera di Silvestro Lega, alla quale ci dobbiamo necessariamente riferire anche per l'ipotesi di datazione.

(fonte: Museo Civico Giovanni Fattori, Livorno)