La contessa de Rasty coricata

Boldini, La contessa de Rasty coricata.jpg
Autore: 
Boldini, Giovanni (1842-1931)
Titolo: 
La contessa de Rasty coricata
Altri titoli: 
Giovane bruna a letto (Madame de Rasty)
Periodo: 
XIX secolo
Datazione: 
non datato (1880 circa)
Classificazione: 
Disegno
Tecnica e materiali: 
Pastello su seta
Dimensioni (altezza per larghezza in centimetri): 
45,5 x 116,5
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Vendita, Sotheby's, Milano, asta MI0225 - Furniture, paintings, and jewels from the Estate of a Milanese Lady - being sold to benefit Humanitarian Projects, 21 ottobre 2003, lotto 394, venduto per €229.649,00.

Mostre:

  • Cremona, Celebrazione Bicentenario Stradivariano, Prima Fiera Internazionale dell'800, 1937, n. 160, pag. 19.
  • Milano, Galleria Nova, Giovanni Boldini, 1941, tavola XVI, illustrato.

Bibliografia:

  • C. L. Ragghianti, L'opera completa di Boldini, Milano 1970, pagg. 96-97, n. 73c, illustrato.
  • P. Dini e F. Dini, Boldini Catalogo Ragionato, Vol. III, tomo I, Torino 2002, n. 342, illustrato.

Commento:

Nel 1871 Boldini riparte alla volta di Parigi per stabilirvisi definitivamente. È il periodo successivo alla Comune e alla guerra Franco-Prussiana, che si protrarrà fino al primo conflitto mondiale. Sono questi gli anni della Belle Époque, dove il gusto borghese prende pieno possesso delle sue facoltà, in una Parigi dove ogni ragione può essere sacrificata in nome del "bon ton". La concezione filosofica del "positivismo" porta la Francia ad uno dei massimi periodi di progresso scientifico, artistico e di benessere economico, dove si determina lo sviluppo della classe borghese, che avrebbe a lungo garantito questo stato di cose.
Boldini, proprio in questo clima d’élite, raffinato ed elegante, passerà come il pittore rappresentativo, supertestimone del tempo, in grado di mettere a pieno frutto il suo virtuosismo pittorico.
È a partire dal 1874 circa, che Boldini erge la prima folta schiera di "divine " (così l’artista definiva le sue ispiratrici-confidenti), dove ottimamente interpretava la massima eleganza di un’epoca, proprio offrendoci un’immagine della figura femminile sensuale, seducente e allo stesso tempo intrinseca di una inconsueta solidità.
Rappresenta la donna attraverso uno spirito pienamente moderno, in una stesura elettricamente sintetica, in pose disequilibrate, fuggevoli, costrette a muoversi, a spostarsi, a snodarsi, vestite e svestite, mettendo a nudo l’esplosione del movimento e suggestioni dinamiche.
Modella protagonista e compagna ispiratrice del pastello qui proposto (databile al 1880 circa, anno in cui l’artista intensificherà la sua produzione di pastelli), è la contessa Gabrielle De Rasty. Già più volte raffigurata dall’artista, la si riscopre qui (come spesso succede quando ci accostiamo alle opere di Boldini) in una nuova dinamica e ancor più intima dimensione. Il suo sguardo è perso in pensieri che si rincorrono, sdraiata in una posa ingannevolmente statica, che di contro si mostra invece viva e vibrante.
L’eleganza dei tocchi e le morbide tonalità pastello interagiscono con l’essenziale struttura compositiva. L’opera assume così un forte potere d’incanto e non c’è quasi più alcuna preoccupazione di un "finito" che comunque appaghi l’ottica degli spettatori, lasciandoli così come sospesi.